Non solo Europei… la maglietta della nazionale!

Guardare l’Italia che gioca agli Europei e, partita dopo partita, vederla vincere il campionato è sicuramente un’esperienza emozionante per molte persone! Chi invece non ha la passione per il football può comunque cogliere l’occasione per scoprire alcuni aneddoti su questo grande evento che, al di là del torneo, racchiude uno spaccato di storia tutto da scoprire.

Uno di questi riguarda il design della maglietta della nazionale: ad oggi, una t-shirt di colore “blu savoia”, dal motivo rinascimentale, con lo stemma tricolore e le quattro stelle dorate il logo della marca produttrice. Ma la maglietta non è sempre stata così!

Il colore della divisa

Originariamente, nel 1910, la divisa della nazionale era bianca, decorata da un nastro tricolore che rappresentava la nazione. Le ragioni di questa scelta possono essere due: il richiamo alla Società Calcistica Italiana Pro Vercelli (il club più noto del momento) oppure, come è più probabile, il mancato raggiungimento di un accordo sul colore della maglietta della squadra. Tant’è vero che, solo un anno dopo, si passò al colore blu, simbolo del manto di Maria Vergine, a cui i Savoia erano devoti. Il richiamo alla Casata, invece, era rappresentato dalla croce sabauda, bianca su sfondo rosso. In epoca fascista, la maglia diventò temporaneamente nera e, allo stemma già presente, si aggiunsero la corona e il fascio littorio.  Solo nel secondo dopoguerra si tornò all’azzurro, e i simboli presenti vennero sostituiti dal logo tricolore.

Il logo della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC)

Anche lo stemma tricolore, così come il colore della maglietta, ha subito diversi cambiamenti di stile. Se inizialmente il suo design era pulito e minimal, successivamente sono state fatte tante piccole modifiche che hanno reso l’attuale logo più elegante e sofisticato. Se inizialmente il logo era rappresentato da un semplice scudo dai colori della bandiera italiana, successivamente sono stati aggiunti: la scritta dorata “Italia”, risaltata da uno sfondo nero; il logo della FIGC; le stelle (prima tre e poi quattro), rappresentanti il numero dei mondiali vinti dalla nazionale.

Tra gli anni Settanta e gli anni Novanta, invece, è cambiata anche la forma stessa del logo, diventando prima un cerchio, e poi una specie di “i” stilizzata. Solo negli anni Duemila si è tornati alla forma originaria dello scudo, con lo scopo di unire nel logo gli elementi del passato rivisti in una chiave moderna.

Il motivo rinascimentale

Infine, non è da sottovalutare il motivo floreale rinascimentale che ricopre l’intera maglia: un richiamo ad un periodo di massimo splendore per la nostra nazione e, soprattutto, un augurio di successo per la squadra e di rinascita per l’intero Paese, nel periodo di pandemia.

Visti i risultati del campionato, possiamo affermare che per il calcio quel motivo floreale sia stato davvero di buon auspicio. Sperando che lo sia anche per l’Italia, al di là del mondo sportivo, non ci resta che attendere il prossimo torneo!

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mercoledì 27 Ottobre 2021