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Liverpool-Real: i tifosi inglesi dimentichi dell’Heysel

La finale di Champions League, Liverpool–Real Madrid, si è conclusa per 1 a 0 a favore dei galácticos, grazie alla rete dell’esterno d’attacco brasiliano Vinicius Juniors. Il match ha visto il Liverpool prevalere dal punto di vista del gioco, senza riuscire però a trovare nemmeno un gol, complice la serata in stato superlativo del portiere del Real, il belga Thibaut Courtois, indiscusso mvp della serata.

Il campo è stato chiaro nel risultato, quel che invece potrebbe lasciare perplessi è come sia stato possibile che la partita sia iniziata con un ritardo di mezz’ora per via di tumulti e caos all’esterno dell’impianto, nonostante la presenza di sei mila unità delle forze dell’ordine parigine dispiegate e il tipo di organizzazione ferrea dal punto di vista della sicurezza di queste serate.

La gara è andata in scena a Parigi, allo Stade de France, dove numerosissimi tifosi dei Reds si sarebbero presentati ai tornelli sprovvisti di biglietto o con un biglietto contraffatto – come da una nota UEFA – bloccando il passaggio a tutti quelli muniti del tagliando regolare. Il “tappo” creato dai tifosi del Liverpool, dovuto alla mancata apertura dei tornelli, non ha avuto conseguenze tragiche ma, come riportato dalla prefettura di Parigi, sono stato oltre 68 persone in stato di fermo e circa 250 i feriti.

La finale avrebbe dovuto disputarsi a San Pietroburgo, ma con il muoversi dell’esercito russo verso l’Ucraina, la UEFA ha ovviamente fatto dietrofront: Parigi è stato un ripiego, ma non si può giustificare con “la tempistica breve” un’organizzazione simile per uno tra gli eventi sportivi più importanti e seguiti al mondo. Oltre il problema dei tornelli, c’è da dire che sono stati numerosi i ritardi delle linee di mezzi pubblici collegate allo stadio alle quali vanno aggiunti i circa un terzo dei treni disponibili cancellati e le strade bloccate a tal punto da far ritardare il bus del Liverpool stesso.

Sarebbe stato anche riprovevole il comportamento della polizia francese: sono stati infatti diffusi video che mostrano lanci di lacrimogeni per disperdere la calca di fronte allo stadio. Fra quelle persone verso le quali è stato indirizzato il gas non c’erano solo tifosi sullo stampo “hooligan”, ma anche anziani e bambini, alcuni dei quali sembrerebbero esser stati colti da malori in seguito alle inalazioni.

Andy Robertson, terzino sinistro scozzese del Liverpool, si è espresso a riguardo sottolineando che anche chi regolarmente in possesso di tagliandi regolari sarebbe stato fermato ai tornelli, riportando inoltre l’esperienza di una persona molto vicina a lui bloccata nonostante il biglietto gli fosse stato regalato dal calciatore stesso, senza quindi lasciare spazio a dubbi di contraffazione.

In ogni caso il comportamento di una frangia della tifoseria britannica si è confermato ancora una volta pericoloso e sempre in prima linea in quanto a scorrettezze: le scene del pre-partita di questa finale ricordano quelle del pre-gara di Italia-Inghilterra, giocata l’Estate scorsa.

La riflessione sulla gravità dell’accaduto non può non enfatizzarsi se si ricorda quanto accadde durante la finale di Coppa dei Campioni di 37 anni fa: Juventus-Liverpool, quando 39 tifosi persero la vita per via della calca creata dai tifosi del Liverpool e combinata alla precarietà della struttura dove venne disputato il match.

Per commemorare le vittime dell’Heysel, prima del fischio d’inizio, c’era una stella dei Reds, titolare in quella serata maledetta: Sir Kenny Dalglish, che ha depositato sotto una delle curve dello stadio parigino dei fiori per non dimenticare che di calcio non si può e non si deve morire.

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domenica 26 Giugno 2022