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“La bella stagione”: consigliato anche a chi non segue il calcio

Gli amanti del calcio conoscono quasi sicuramente l’impresa storica della Sampdoria, quando nella stagione 1990-1991 si è laureata campione d’Italia. A trent’anni da quello scudetto, a novembre 2022, è uscito il film documentario “La bella stagione”: diretto da Marco Ponti, è vivamente consigliato anche a chi non segue il calcio. Come è stato sottolineato più volte dai protagonisti di quel successo, infatti, l’intento del film è mostrare i valori che hanno caratterizzato quella squadra e che hanno reso possibile la vittoria.

Il documentario si apre con una breve ripresa del porto di Genova, città dove un gruppo di ragazzi uniti da un obiettivo comune si promette di non abbandonare la maglia della Sampdoria senza prima aver vinto lo scudetto, e il loro sogno oltrepassa qualsiasi pronostico sfavorevole che li descrive come delle eterne promesse.

Attraverso immagini e video, accompagnate dalle narrazioni e dagli aneddoti dei protagonisti della vittoria, il documentario porta lo spettatore a riflettere sui valori che, nonostante gli alti e bassi, hanno reso possibile il successo della squadra. “La bella stagione” celebra infatti l’amicizia con i suoi pregi e i suoi difetti, il rispetto, sentimenti di condivisione e di appartenenza e il senso di responsabilità.

In una società veloce come quella di oggi si corre il rischio che la competizione prevalga sui principi che dovrebbero essere posti alla base della vita: troppo concentrati sulla volontà di dimostrare di essere i più forti o i più bravi, tralasciamo le relazioni e non sappiamo più assaporare il percorso.  “La bella stagione” ci ricorda invece di goderci i momenti e di avere cura delle relazioni, perché è questo ciò che farà la differenza e renderà possibile il successo.

Nel documentario non manca l’immensa gratitudine da parte dei compagni di squadra sia verso il presidente Paolo Mantovani, che li ha coinvolti in questo progetto ambizioso, sia verso l’allenatore Vujadin Boškov, che tra i tanti insegnamenti che ha trasmesso forse il più importante è stato quello di farli credere nelle proprie qualità nonostante la squadra non fosse considerata una delle migliori. Anche grazie a queste due personalità è nata all’interno del gruppo un’amicizia profonda capace di durare nel tempo e che ha portato molti di loro nello staff dell’attuale nazionale italiana. Gli ultimi venti minuti del film, infatti, sono dedicati ai momenti della vittoria dell’Italia all’Europeo del 2021.

Il risultato è un’ora e mezza di documentario dove niente viene tralasciato –  le riprese, i montaggi, i racconti, la scelta delle immagini e dei video – e in cui, anche grazie alla bravura del regista, il messaggio raggiunge l’emotività dello spettatore con una storia di rivalsa sulle delusioni, che parla dell’importanza di credere in sé stessi, di costruire un legame umano profondo e capace di superare le problematiche che possono nascere all’interno del gruppo. Un invito ad andare oltre le vittorie, le sconfitte e a divertirsi insieme per raggiungere grandi obiettivi.

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giovedì 20 Giugno 2024