Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Inzaghi vs Conte. Il contraccolpo interista

Esattamente un anno fa, l’Inter di Conte aveva staccato le squadre avversarie e volava agile verso la vittoria dello scudetto. Al contrario, l’Inter di Inzaghi arranca nel tentativo di superare il Milan di Pioli e di non farsi a sua volta superare dal Napoli di Spalletti, o dalla rediviva Juventus di Allegri. Quest’anno il campionato è particolarmente combattuto e i club si inseguono a vicenda punto su punto, partita dopo partita. Questo è il quadro della situazione, ma per quanto riguarda l’Inter bisogna fare due doverose considerazioni.

La prima, positiva. Sebbene la recente sconfitta col Bologna non aiuti a sostenere questa tesi, i nerazzurri meritano comunque di ricevere applausi di conforto. La scorsa stagione, l’obiettivo scudetto si raggiunse grazie a due colonne portanti: Lukaku, che falciava letteralmente la difesa avversaria e che era essenziale anche con le squadre medio-piccole (che sono poi quelle decisive per lo scudetto) e Conte, che oltre alla bravura nell’impostazione del gioco vantava anche un certo talento nel dare carica allo spogliatoio. L’Inter era una bella squadra, forte e coesa.

Perché gli applausi dunque? Proprio perché all’inizio di questa stagione la squadra era data per persa. Tutti, dai tifosi alla stampa, nutrivano poche speranze dopo i disastrosi addii estivi. Eppure i risultati sono arrivati lo stesso. Forse non all’altezza di quelli raggiunti da Conte, ma del resto nessuno poteva pensare che il contraccolpo non si sarebbe sentito. Visti i mezzi a disposizione, gli obiettivi conseguiti sono comunque notevoli: senza campioni e con un giovane allenatore che non ha mai vinto granché, l’Inter è riuscita ad arrivare agli ottavi di Champions che mancavano da un decennio (disputando due belle partite contro il Liverpool, senza fare quelle figuracce che si davano quasi per scontate), ha portato a casa la Supercoppa, è in finale di Coppa Italia e si gioca fino all’ultimo lo scudetto.

Dopo il calciomercato estivo, voi avreste mai detto che l’Inter sarebbe rimasta tra le migliori squadre di Serie A? Senza le sue tre garanzie (a Lukaku e Conte mi sento di aggiungere Hakimi, per non parlare di Eriksen) e con alcune toppe peggiori dei buchi? Io, pur da interista, o forse proprio perché sono interista, no di certo.

La seconda considerazione, questa volta negativa, riguarda proprio le toppe peggiori dei buchi. È ammirevole che la squadra si sia dimostrata ancora competitiva nonostante i limiti evidenti, ma non si può far finta di non vederli, quei limiti. Sostituire Lukaku con Džeko è come pensare che sì, non ho più la Ferrari, ma tutto sommato il Gran Premio lo posso correre anche con un maggiolino del ‘56. L’attacco interista non funziona come dovrebbe, tant’è che spesso le reti arrivano dal centrocampo (da Perišić a Çalhanoğlu). La squadra va ripensata – e in fretta.

Chissà che il prossimo calciomercato non porti qualche soddisfazione in più del precedente – anche perché basterebbe poco. Nel frattempo, però, concedetemi la più classica delle licenze poetiche: complimenti al Milan per la vittoria dello scudetto

Sport
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Il #Moltiplicazionifestival 2022 ha avuto tra i suoi protagonisti i green content creator Alice P ...
  • Nel corso del #Moltiplicazionifestival è stato proiettato il documentario “PrimAscesa – la m ...
  • Tra gli eventi di apertura del Moltiplicazioni 2022, si è tenuto un dialogo d’ispirazione ince ...
  • Vi raccontiamo in quest'approfondimento l'incontro "Siamo Ovunque. Dialoghi ed esplorazioni sul m ...
  • La nostra redazione, lo scorso fine settimana, ha seguito il #moltiplicazionifestival di Rovereto ...
  • Puntuale come ogni anno, prima della fine dell’estate, anche nel 2022 è tornato Poplar Festiva ...

mercoledì 7 Dicembre 2022