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Il sogno azzurro è diventato un incubo

La peggiore delle partite possibile, nel peggior momento possibile. L’Italbasket perde malamente contro gli Stati Uniti ai quarti di finale e dice addio al sogno Mondiale. Se la sconfitta era ampiamente pronosticabile, il modo in cui essa è arrivata deve invece far riflettere: un’Italia impaurita, mai viva, parsa sconfitta fin dalla partenza. Dopo il primo quarto lo svantaggio era di dieci punti, alla fine del primo tempo già di 22. Alla fine sui maxi-schermi si è materializzato un roboante 100-63.

Che cosa non ha funzionato? Essenzialmente, due aspetti. Il primo mentale. Come scritto, l’Italbasket è parsa impaurita fin dai primi secondi di gioco. Morbidi sui rimbalzi, tremanti nelle conclusioni, poco convinti in attacco e in difesa. Il quarto di finale di un mondiale, specie per una squadra che non ci arrivava da 25 anni, impaurisce. E di certo non ha aiutato aver incontrato la corazzata statunitense. Avevamo sognato tutti l’impresa, ma nessuno era stato così pazzo da pretenderla. Una prova dignitosa, una sconfitta onorevole invece sì.

La seconda cosa che non ha funzionato riguarda invece l’aspetto tattico e sportivo. A parte un paio di partite, l’Italia ha tirato con percentuali pessime, soprattutto dall’arco. È sempre stato il gioco caratteristico degli azzurri sotto la gestione di Gianmarco Pozzecco: liberare velocemente un tiratore che punisca le difese avversarie con il tiro da tre punti. Un gioco spettacolare, di chiara matrice NBA. Il problema è che non sempre funziona. I giocatori non hanno sempre la freddezza di fare un canestro dall’arco. Le giornate no capitano ed è allora che sono necessarie alcune alternative. Alternative che l’Italia ha dimostrato di non avere. E non solamente con gli Stati Uniti, ma durante tutta la competizione. Solo che contro gli USA il problema è emerso in modo drammatico: 7/38 da 3, un misero 18%, che diventa 30% se si considerano le conclusioni da dentro l’arco. Troppo poco, davvero troppo poco per pensare di vincere contro una squadra che riesce a sfiorare tranquillamente il 50% al tiro. E infatti è stato un naufragio.

Che cosa succede ora? Al momento si continua a giocare. L’Italia è stata eliminata dai Mondiali, ma è ancora in gioco per un piazzamento tra la quinta e l’ottava posizione, che si contenderà innanzitutto contro la sorprendente Lettonia. E poi? E poi si riparte da quello che di buono c’è stato: il gruppo. Salvo alcuni elementi di esperienza, la squadra è giovane e promettente. Gioca insieme, sotto la stessa guida tecnica, ormai da un paio d’estati. E, nonostante la cocente sconfitta, le motivazioni per riprendere ad allenarsi ancor più duramente non mancano: le Olimpiadi di Parigi sono appena dietro l’angolo. Bisognerà dimostrare di aver imparato dagli errori. Solo così il sogno azzurro potrà diventare realtà.

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lunedì 26 Febbraio 2024