Il favoloso mondo delle Granfondo

Ho vinto spesso,
qualche volta ho perso,
non ho mai partecipato.

(Francesco Moser)

Chi è lì per vincere lo riconosci subito. Parlo delle Granfondo ciclistiche ma credo che il discorso valga un po’ per tutti gli sport e, con le opportune differenze, in generale per tutti quei campi della vita privata e pubblica in cui si dia spazio – quando addirittura non si alimenti – alla concorrenza. Ma rischiamo di perderci troppo: rimaniamo sulle Granfondo ciclistiche.

Li vedi subito, dicevo, quelli che vogliono vincere. Sono tutti già in prima fila dalle sette e mezza, anche se la partenza non avverrà prima delle otto, otto e qualcosa. Fa freddo, nonostante i diversi anticipi di primavera che questo inverno ci sta regalando, eppure vestono pantaloncini corti – naturalmente mostrano gambe perfettamente depilate (e quindi aerodinamiche) – e indossano appena un antivento a maniche lunghe sopra la giacca da corsa. Roba che, se ci provassi, moriresti congelato prima di subito. Ma loro non sentono il freddo – chissà, forse in prima fila avviene un miracolo termico? – e, anzi, prima di partire si sfilano con malcelato fastidio anche lo scaldacollo felpato. Del resto, immagino, le fasi calde della corsa avranno un esito letterale che scavalca il senso della metafora.

Li vedi subito quelli che vogliono vincere. Le loro biciclette sono perfette. Pulite fino al midollo, smontate e rimontate il giorno prima della corsa per non lasciare nemmeno un dettaglio al caso, sono l’ultimo modello delle marche più in voga e solitamente costano almeno dieci mensilità di stipendio. Quando lo starter dà la partenza, sono già a tutta verso la prima curva per prenderla davanti, perché ogni metro lasciato all’avversario è un metro in più da riguadagnare e ogni metro in più da riguadagnare sono ulteriori secondi, fatica e sudore. Fanno tutta la gara così: una sterminata volata. Filiformi che ti chiedi se e che cosa mangiano di solito, solo il caso e le opportunità li separano dai professionisti. Quando arrivano al traguardo, a te manca almeno un’ora buona.

Li vedi subito quelli che vogliono vincere. E vedi subito anche quelli che non vinceranno, perché non possono o – nella maggior parte dei casi – perché non vogliono. Perché in fondo partecipare a una Granfondo è un evento raro e prezioso, da godersi fino all’arrivo senza farsi prendere da inutili competizioni. In fondo, chi altro può offrire la possibilità di pedalare in tranquillità, senza l’assillo delle macchine (le strade solitamente sono chiuse al traffico), e di chiacchierare con colleghi e colleghe di pedale provenienti da ogni dove, godendo allo stesso tempo dei punti di ristoro e dei paesaggi naturali e urbani che si nascondono in moltissimi angoli del nostro Paese?

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martedì 24 Maggio 2022