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I Denver Nuggets hanno vinto il titolo NBA

E non è una gran sorpresa, viste le premesse e gli avversari che hanno dovuto affrontare, cioè i Miami Heat. MVP delle Finals è stato Nikola Jokić.

Battendo i Miami Heat in gara-5 i Denver Nuggets si sono laureati campioni NBA. È la prima volta nella loro storia. Erano alcuni anni che i Nuggets provavano l’impresa e quest’anno, complici diversi fattori, ce l’hanno fatta. Quali fattori? Proviamo a fare un po’ d’ordine.

In primo luogo, i Nuggets hanno trionfato per merito della loro stella Nikola Jokić, giocatore talmente sui generis che se non esistesse si farebbe fatica a inventarlo. Lento e goffo, con la testa perennemente da un’altra parte (ippica, soprattutto), Jokić ha dominato i play-off della sua squadra, venendo incoronato tra l’altro anche MVP delle Finals. Jokić è una contraddizione vivente. Alla sua lentezza e apparente goffaggine fa da contraltare un QI cestistico davvero sopra la norma. Basti pensare che durante le cinque partite contro i Miami Heat è stato il leader della squadra per punti, assist e rimbalzi e che ha chiuso gli interi play-off al primo posto per punti, assist e rimbalzi, cosa mai accaduta prima nella storia di questo sport.

In secondo luogo, i Nuggets hanno trionfato grazie al proprio supporting cast. Una stella è fondamentale, ma fatica a vincere se attorno a sé non ha una costellazione di giocatori in grado di riempire i suoi fisiologici momenti di stanchezza o di completare le sue geniali illuminazioni. Jamal Murray è stato un secondo violino perfetto (e commovente, se si pensa che si è rotto un ginocchio nel 2021 e ha saltato l’intera scorsa stagione), Aaron Gordon ha trovato la propria dimensione nei Nuggets, Kentavious Caldwell-Pope si è riscoperto difensore solidissimo e tostissimo. I play-off sono un percorso molto lungo, che dura quasi due mesi: è necessario che tutto vada per il verso giusto, cioè che ogni giocatore contribuisca al massimo delle proprie potenzialità. Solo così una squadra può sperare di vincere.

Così, ma senza comunque dimenticare una sana dose di fattore C. Quest’anno la fortuna dei Nuggets è stata la sostanziale debolezza degli avversari che ha incontrato o che avrebbe potuto incontrare. Analizziamo le quattro squadre che ha affrontato: Minnesota Timberwolves, Phoenix Suns, Los Angeles Lakers e Miami Heat. Tre di queste quattro squadre venivano dalle parti basse della classifica. Addirittura, Miami ha agguantato l’ultimo posto disponibile dei play-off, e infatti ha partecipato da ottava contendente (su otto). Idem Minnesota, quasi idem i Lakers. È un elemento che va considerato in un’analisi oggettiva dei play-off. I Nuggets avrebbero vinto lo stesso se avessero incontrato per esempio gli Warriors nelle finali di Conference invece dei Lakers e i Bucks di Antetokounmpo o i Celtics invece di Miami alle Finals? Boh, ogni serie è diversa e fare previsioni è davvero difficile, come abbiamo visto proprio quest’anno.

Va dato comunque onore al merito. I Nuggets hanno meritato il titolo, semplicemente perché sono stati la squadra più forte. Ora l’NBA va a nanna per qualche mese e noi ne sentiamo già la mancanza. Appuntamento ad ottobre, quando comincerà la nuova stagione.

Sport
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lunedì 4 Marzo 2024