Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

I Celtics hanno battuto tutti, tranne la noia

I Boston Celtics hanno dominato una delle post-season NBA più noiose e prevedibili degli ultimi anni: erano i favoriti e non hanno mancato i pronostici. Non che il dominio Golden State della seconda metà del decennio passato, con le quattro Finals consecutive giocate contro Cleveland, fosse meno prevedibile. Solo che a Boston non giocano né LeBron James né Steph Curry, la cui sola presenza contribuisce a rendere entusiasmante l’abitudinario.

Ad ogni modo, Boston ha vinto e quello che è stato di gran lunga il suo miglior giocatore, cioè Jaylen Brown, ha vinto il premio MVP delle Finals. Gli avversari, i Dallas Mavericks di Luka Dončić, hanno potuto davvero poco, nonostante la stella cristallina dello sloveno che, al momento, è probabilmente il miglior giocatore della Lega. Del resto lo insegnava già LeBron James nelle sopracitate Finals giocate contro gli Warriors: lo strapotere fisico e il talento dell’individuo possono poco contro una squadra magari meno talentuosa nei singoli ma certamente meglio organizzata nel suo collettivo.

È il primo anello di Boston dopo un digiuno che durava dal 2008, uno dei più lunghi della loro prestigiosa storia. Con la vittoria alle Finals i Celtics diventano anche la squadra più titolata in circolazione: sono 18 le affermazioni, una in più degli storici avversari, quei Los Angeles Lakers che sono fermi a 17. Gran parte delle vittorie di Boston sono arrivate tra il 1957 e il 1969 quando, guidati da Bill Russell, i Celtics hanno vinto ben 11 titoli in 13 stagioni, di cui 8 consecutivi. Cosa unica e praticamente irripetibile.

Ora ci aspetta una off-season lunga (la stagione ricomincerà verso metà ottobre) e, come sempre, ricca di scambi e colpi di scena. Le squadre che più si sono avvicinate al titolo cercheranno di rafforzarsi ancora di più per provare a vincere. Altre, più indietro in classifica, proseguiranno il processo di rebuilding attraverso scambi che portino giocatori giovani e magari qualche buona scelta al Draft. Il bello della National Basketball Association sta proprio nella sua varietà: nessuna stagione è uguale all’altra e una squadra che performa male durante una stagione può arrivare ai vertici in quella successiva. Certo, i Boston Celtics saranno ancora la squadra da battere. La speranza è che, se ancora riusciranno a imporsi come i migliori, almeno lo facciano in modo più entusiasmante.

Sport
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

sabato 20 Luglio 2024