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Giro del Delfinato, Vingegaard fa sognare

Si è da poco concluso il Criterium du Dauphiné, ovvero il Giro del Delfinato, la breve corsa a tappe che tradizionalmente segna l’inizio della seconda parte della stagione. Perché è importante? Perché è considerato una sorta di “banco di prova” per i corridori che poi parteciperanno al Tour de France. L’anno scorso infatti la Jumbo-Visma scelse il Criterium per testare lo stato di forma dei propri corridori (nello specifico Primož Roglič, Wout Van Aert e Jonas Vingegaard): Roglič vinse la corsa, Vingegaard arrivò subito dopo di lui e Van Aert guadagnò la maglia verde. Poco tempo dopo, al Tour 2022, Rogla dovette ritirarsi, ma Vingegaard vinse la corsa e Van Aert tornò a casa in maglia verde. Insomma, il Delfinato è un ottimo assaggio di ciò che accadrà alla Grande Boucle.

Com’è andata dunque l’edizione 2023 del Delfinato?

Ottimi segnali per i fan della Jumbo-Visma. Christophe Laporte ha vinto due tappe e indossato la maglia di leader della generale per le prime tre, mentre Vingegaard ne ha vinte altre due e ha dominato la classifica generale, con un vantaggio di ben 2’23” sul britannico Adam Yates (UAE) e di 2’56” sull’australiano Ben O’Connor (AG2R). Il danese sembra essere in ottima forma, musica per le orecchie di chi è impaziente di assistere all’epico scontro con il grande rivale, Tadej Pogačar, assente al Delfinato per via di un infortunio al polso riportato alla Liegi-Bastogne-Liegi che lo ha tenuto fermo per alcune settimane. Per rimettersi in forma e riuscire a detronizzare Jonas a Parigi, lo sloveno si è allenato sulla Sierra Nevada, ad altitudini spaventose: 3.396 metri, sul Pico Veleta, la strada asfaltata più alta d’Europa (e la seconda al mondo). «Oggi ho scalato la strada asfaltata più alta d’Europa. Non c’era molta aria lassù e a volte mi sembrava di andare in bicicletta sulla luna, ma è stata un’esperienza divertente» ha scritto Pogačar su Instagram.

E l’Italia? In settantacinque anni, nessun italiano è mai riuscito a vincere il Delfinato e anche al Tour, dopo l’impresa di Vincenzo Nibali nel 2014, i successi del tricolore scarseggiano. Ciononostante, è comunque apprezzabile la vittoria in solitaria di Giulio Ciccone sull’ultima salita della corsa; dopo aver rinunciato al Giro d’Italia per colpa del Covid, Ciccone sembra poter contare su un buono stato di forma. Chissà che non possa togliersi qualche soddisfazione al Tour.

Last but definitely not least, al Delfinato è tornato un nome determinante del ciclismo contemporaneo: Egan Bernal. Dopo il drammatico incidente del gennaio 2022, il colombiano è da poco tornato a correre, finora con molta sfortuna (soprattutto in termini di cadute, seppur non gravi). La ripresa è per forza di cose molto lenta e siamo ancora lontani dal Bernal che nel 2021 trionfò al Giro, ma è comunque bello vederlo di nuovo sorridere su un podio, benché non individuale (la “sua” INEOS Grenadiers è arrivata prima nella classifica a squadre).

Cominciano a definirsi le premesse di un Tour spettacolare.

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lunedì 4 Marzo 2024