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Gareth Bale dice addio al calcio: potrebbe essere il miglior giocatore britannico di sempre?

“Alcuni giocatori danno vita a una partita, altri ispirano una squadra o sono fondamentali in un torneo; la grandezza di altri ancora è capace di elevare una nazione a nuove altezze. Gareth Bale è uno di questi”, disse qualche anno fa di lui Dafydd Pritchard per il The Sun. Con grande probabilità, è la miglior descrizione che sia possibile dell’esterno gallese fresco di ritiro, a “soli” 33 anni.

Gareth, nativo di Cardiff, ha mosso i primi passi calcistici in Inghilterra con il Southampton, ma l’esordio nella massima divisione inglese è arrivato poi con il Tottenham, conquistando l’attenzione di club di prima fascia europea. Il trasferimento al Real Madrid è arrivato dopo sette stagioni con gli Spurs e il suo cartellino è stato uno spartiacque per il mondo del calcio moderno: i 100 milioni spesi dai Blancos furono un record, essendo stato precursore delle follie fatte dal Barça per assicurarsi Neymar o dell’Atletico per, disgraziatamente, acquistare João Félix. Con il Real Madrid è arrivata la consacrazione definitiva, non solo per il palmares – 5 Champions, supercoppe europee e non, campionati, coppe nazionali… – quanto per il gioco espresso, specie in fase realizzativa, nonostante sia nato come un esterno basso: sono indimenticabili, e senza dubbio tra quelli che verranno ricordati a generazioni da qui in poi, il gol in Copa del Rey contro il Barcellona e la rovesciata in finale di Champions League contro il Liverpool. Nel primo caso, Bale si è lanciato sulla fascia in velocità per superare Marc Bartra – centrale blaugrana – uscendo dal campo per doppiarlo, segnando poi di potenza; nel secondo ha “semplicemente” segnato una clamorosa rovesciata durante una finale di Champions League contro un Liverpool più che temibile, di fronte al resto d’Europa perlomeno.

Nei suoi 17 anni di carriera è riuscito anche a costruire un’ottima immagine di sé, accettando le critiche nei momenti difficili e facendo persino dell’ironia sulla propria situazione quando era ormai finito ai margini della rosa del Real Madrid, prima del suo trasferimento negli States al Los Angeles FC. In quel periodo era stato paparazzato mentre giocava a golf – sport per cui non ha mai negato la sua passione – e dopo la qualificazione ad Euro 2020 con il suo Galles si era persino fotografato con un cartello con su scritto: “Galles, Golf, Real. In questo ordine”, guadagnandosi di diritto il soprannome “The Golfer”. Il ritiro è stato in ogni caso un fulmine a ciel sereno, perché in seguito al mondiale, concluso ai gironi nonostante i 4 punti ottenuti, aveva dichiarato che avrebbe continuato a giocare, almeno per le qualificazioni all’Europeo del 2024.

Bale è stato definito da tanti come il miglior giocatore britannico nella storia del calcio e per quanto molti tifosi inglesi sembrino scettici, i risultati ottenuti sia con i club che a livello di nazionale sembrano chiari: i Dragoni non si erano mai qualificati per un Europeo, ma nell’era di Bale sono riusciti per ben due volte (2016 e 2020), concludendo la prima delle due edizioni al terzo posto.

L’attaccante ha anche contribuito alla qualificazione al mondiale del 2022, una presenza del Galles ai mondiali mancava dal lontano 1958.  Considerando nel complesso la sua evoluzione, non sarebbe assurdo posizionarlo tra i migliori britannici nella storia dell’English Game, sicuramente lo è stato tra i calciatori della sua generazione: sia come sportivo che come professionista.

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mercoledì 1 Febbraio 2023