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Festival dello Sport: Marcell Jacobs, il re è tornato

Il campione olimpico ed europeo nei 100m e detentore del record europeo nei 60m Marcell Jacobs è stato protagonista dell’evento del Festival dello Sport tenutosi all’Auditorium Santa Chiara di Trento nella serata di giovedì 22 settembre.

“Sono successe molte cose dalla mia ultima partecipazione a questa rassegna: ho ricominciato a gareggiare e a vincere e in più mi sono sposato! Se in pista ci si allena per imparare a trattenere le emozioni, lì mi sono completamente lasciato andare”, esordisce il velocista. E a proposito della moglie racconta un aneddoto sugli ultimi Europei a Monaco: “È venuta a trovarmi il giorno della gara, ma io non l’ho vista. Sapere che c’era però mi ha portato a dare il massimo e infatti ho conquistato l’oro. Era già successo precedentemente e credo dovremo farla diventare una tradizione”, ride.

La presenza di Jacobs sul palco dell’Auditorium trasmette forza e tranquillità allo stesso tempo e, vedendo questo suo carisma, non stupisce che sia un atleta in grado di far appassionare all’atletica anche chi solitamente non è interessato allo sport. In modo particolare rappresenta un punto di riferimento per i ragazzi più giovani. “Come racconto nella mia autobiografia Flash, fin da piccolo sognavo di vincere il più possibile per poter essere un esempio. Quando si ha un sogno bisogna crederci fino in fondo e lavorare duramente per realizzarlo, perché tutti siamo bravi in qualcosa, ma non dobbiamo mollare davanti alle difficoltà. È questo che cerco di trasmettere alle nuove generazioni: è importante credere con tutti se stessi in qualcosa e dare il massimo per raggiungerla. Io personalmente sognavo di vincere alle Olimpiadi e di andare nello spazio: la prima l’ho fatta e sull’altra sto lavorando”.

L’importanza di trasformare le difficoltà in opportunità è ben sintetizzata dalla sua carriera. Dopo la vittoria alle Olimpiadi ha conquistato il record europeo nei 60m battendo il campione in carica Coleman per tre millesimi, nonostante i detrattori che lo accusavano prima di aver avuto solo fortuna e poi di aver voluto strafare. “Chi fa sport a livello agonistico sa bene che la fortuna non c’entra nulla. Quando ci si trova ai blocchi di partenza sono tutti bravi, forti e preparati esattamente come te: non vince chi è più fortunato ma chi sbaglia meno. Può sembrare assurdo considerando la mia disciplina, ma non si deve avere fretta. Aver battuto Coleman ha significato tantissimo per me perché dovevo dimostrare di non essere solo una meteora”.

Dopo la vittoria a Berlino, Jacobs era in gran forma e deciso a partecipare alla gara di Nairobi in Kenya, ma poco prima della competizione si è ammalato di Rotavirus – un virus gastrointestinale che resta attaccato ai muscoli per sei mesi e crea problemi quando questi vengono posti sotto stress – ed è stato ricoverato per tre giorni in ospedale. In seguito non ha rispettato i tempi di riabilitazione e si è infortunato pregiudicando la partecipazione ai Campionati Mondiali. “Nella mia vita ho avuto più dolori che gioie, ma questo mi ha aiutato a non arrendermi mai e a trasformare le difficoltà in opportunità. Gli infortuni, poi, mi hanno insegnato a rispettare i tempi di recupero e ad ascoltare i segnali che il mio corpo mi invia. Ora sono più motivato che mai a vincere quell’oro mondiale, l’unico che ancora mi manca!”

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giovedì 29 Settembre 2022