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Festival dello Sport: Aldo Cazzullo racconta Rafa Nadal

Lo scrittore e giornalista del Corriere della Sera Aldo Cazzullo chiude la serie di incontri con gli autori della quinta edizione del Festival dello Sport di Trento, raccontando il tennista spagnolo Rafael Nadal.

“Prima ero un Federerista ma poi ho visto la luce e mi sono convertito al Nadalismo, da allora cerco di spargere il verbo”, mette subito in chiaro. Nonostante questo, però, dedica un pensiero al ritiro del campione svizzero, accomunandolo al calciatore Francesco Totti, intervistato da poco – “Ero il re di Roma, ma avevo sempre e solo giocato a palla” -. Secondo il giornalista l’abbandono delle scene per un atleta equivale alla morte e i fuoriclasse, in particolare, sono come i cavalli purosangue: fortissimi ma fragili.

“Se Federer è un Dio, Nadal è un Prometeo, il Titano che ama gli uomini e sceglie di donare loro il fuoco con tutte le conseguenze che questo comporta”, prosegue Cazzullo. A 19 anni, Rafa vince il suo primo Roland Garros ed è tuttora l’unico tennista a non essere mai uscito dai primi dieci più forti al mondo e a conquistare la prima posizione in tre decadi diverse. Proprio il torneo francese è quello che gli ha visto segnare il maggior numero di vittorie, 112, contro sole tre sconfitte e una statistica di 14 trionfi su 14 finali disputate.

Ma non è questo a renderlo un vero campione agli occhi dello scrittore, bensì la sua nobiltà d’animo. “È sempre educatissimo, gentile e attento al prossimo. È proprietario di due enti benefici, uno dei quali insegna a giocare a tennis ai bambini meno fortunati. E se questo non vi basta, è anche uno dei maggiori contribuenti dello Stato spagnolo: lui paga le tasse nel suo Paese”, spiega con veemenza.

Per supportare ulteriormente la sua tesi racconta poi un episodio in cui il tennista, rispondendo a un colpo, ha lanciato involontariamente la pallina contro una giovanissima raccattapalle, salvo poi bloccare il gioco per sincerarsi che stesse bene. “Ferocia nello sport ma bontà d’animo nella vita: questo è Rafa Nadal. Quando lo intervistai, mi disse di non coltivare nessuna inimicizia perché tutto quel rancore stanca e deconcentra e il tennis è un gioco della mente”, prosegue Cazzullo.

In effetti il campione spagnolo viene spesso preso in giro per i suoi tic pre-partita, ma non sono riti scaramantici, bensì lo strumento per mettere ordine nella propria mente, per trovare la concentrazione e soprattutto per zittire due voci: quella che gli sussurra che perderà e quella che gli assicura che vincerà. Ma l’unica certezza di Rafa, per dirla con parole sue, è che “la seconda voce è la più pericolosa, perché nel tennis non c’è verso di sapere quale sarà il risultato finché non si sarà giocata la partita fino in fondo”.

Sport
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lunedì 4 Marzo 2024