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FDS 2023 – Tamberi e Barshim: saltiamo sul mondo

La sesta edizione de Il Festival dello Sport di Trento si conclude con gli uomini che saltano più in alto al mondo Gianmarco Tamberi e Mutaz Barshim, amici, colleghi e avversari, che il primo agosto 2021 hanno condiviso l’oro olimpico.

“Cerco sempre di restare distaccato dal passato per concentrarmi sul futuro. Aspetto di terminare la mia carriera prima di godermela davvero”, commenta Gimbo dopo la proiezione video della celebre finale di Tokyo. Quella con l’atleta qatarino è una storia iniziata da prima, nel 2010 ai Campionati Juniores in Canada. “Ero in hotel con un amico quando vedo questo sconosciuto che mi salta addosso pieno di entusiasmo. Nel tempo non è mai cambiato, è una persona stupenda, sempre felice ed esuberante. Come atleti siamo molto competitivi e se fosse stato qualcun altro probabilmente le cose sarebbero andate diversamente ma quel giorno alle Olimpiadi, sapendo tutto quello che entrambi avevamo passato, nessuno dei due si meritava il secondo posto”, rivela Barshim.

Nel 2016 a Montecarlo Tamberi aveva infatti subito un brutto infortunio al piede di stacco, che gli aveva precluso la partecipazione a Rio. La prima gara a Parigi dopo la riabilitazione si era rivelata un disastro nonostante l’enorme impegno e il supporto di familiari e ammiratori. “Ero a pezzi, mi chiusi in camera senza aprire a nessuno, nemmeno a mio padre e a mia moglie. Poi bussò Barshim e credo di averlo fatto entrare perché sentivo che lui avrebbe potuto aiutarmi. Mi disse: “Puoi tornare a volare ma devi farlo per te stesso, non per gli altri”. Aveva ragione: ero così preoccupato di essere all’altezza di tutto l’aiuto e l’amore che avevo ricevuto, da non concentrarmi sul vero obiettivo. Due anni dopo tutto quello che avevo passato io toccò a lui. Quei bruttissimi infortuni ci hanno unito ulteriormente”.

Fuori dal campo sono uno l’opposto dell’altro ma interpretano lo sport allo stesso modo: con correttezza, rispetto delle regole e molti sacrifici. Per vincere la gravità sono costretti a diete severissime che permettono loro di avere energie sufficienti solo per saltare. Nonostante le difficoltà attendono con ansia Parigi 2024, augurandosi di poter nuovamente condividere il podio ma non la stessa medaglia. “Per chi pratica uno sport individuale è impossibile provare la gioia condivisa tipica di quelli di squadra, per questo Tokyo è stato un momento unico che deve restare irripetibile, altrimenti perderebbe valore: sarebbe come ridipingere la Monna Lisa”.

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mercoledì 21 Febbraio 2024