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FDS 2023 – Campionissime

Negli stessi giorni del Festival dello Sport 2023, è stata inaugurata la mostra “Campionissime”, dedicata alle biciclette prodotte da Ernesto Colnago e utilizzate da alcuni grandi del ciclismo di tutti i tempi. Si va dal modello Super del 1973, usato da Eddy Merckx al Giro d’Italia alla celebre Colnago V3Rs con cui Tadej Pogačar ha vinto il Tour de France del 2020. Le biciclette in esposizione, una quindicina in tutto, sono accompagnate dai ricordi dello stesso Ernesto Colnago, che permettono ai fan di fare un vero e proprio tuffo nel passato.

Divertente, ad esempio, il ricordo legato alla Super di Merckx: «Quante biciclette per Eddy, quante notti insonni, ma anche quante soddisfazioni, perché con un corridore così era anche facile lavorare. Questa bicicletta mi riporta al Giro 1973 ma, essendo una Super, mi viene in mente una storia del mondiale di Mendrisio [1971, ndr], quando ero meccanico della Nazionale e anche della Molteni. Alla vigilia della gara, era l’ora di cena, Eddy mi chiama. “Padrun, ma non vieni a trovarmi?”. E io gli spiego che è un po’ complicato con tutte le code alla frontiera, essendo in albergo in Italia con gli azzurri. Entra però in scena questo appassionato di ciclismo che si offre di farmi passare la frontiera alla sua maniera. Era uno “spallone”, un vecchio contrabbandiere, e quindi, dopo un fischio concordato a un compare, mi fa superare il confine passando sotto una rete. Arrivo finalmente in camera di Merckx, il quale aveva parcheggiato le tre biciclette che gli avevo preparato inforcandole nel termosifone. “Secondo te quale ho scelto?”, mi chiede. Io ne indico una e lui mi conferma aver fatto la stessa scelta. Ci sale sopra e, in mezzo a tutti i compagni, fa finta di sprintare. Il problema è che perde l’equilibrio e piega la ruota. Morale, sono stato lì un’ora per cambiargli la ruota, mettere a posto il cambio. Il giorno della gara era il 5 settembre, mio anniversario di nozze. Allora gli dico: “Eddy, domani vinci e lunedì, quando vieni per i circuiti, porti i fiori a mia moglie Vincenzina”. A seguire Merckx ha dato qualche gadget al “bandito” che mi aveva accompagnato in vespa e ci siamo salutati. È stato di parola? Certo, ha vinto. E ha portato i fiori».

Di tenore simile anche l’aneddoto di Colnago su Pogačar: «Pogačar è uno dei talenti più belli che abbia mai visto. E qualche campione, nella mia vita, l’ho incontrato… Il V3Rs è l’ultimo progetto che ho fatto e il primo con cui ho vinto la Grande Boucle. Con questa bicicletta ha corso gran parte del Tour ma per sfilare sugli Champs-Elysèes avevo preparato un V3Rs tutta bianca, perché di bianco si veste il miglior giovane del Tour de France. Però quando gliel’hanno consegnata, l’ha guardata, ma non era per niente convinto. “Guarda che al fieu la bici non piace. Non gli piace il colore…”, mi hanno detto. Così, con la cronometro alle porte, in una sera abbiamo assemblato un telaio delle misure di Pogačar e l’abbiamo verniciato di giallo. Senza dir niente a nessuno perché io sono scaramantico. Però l’ho tenuto lì, pronto. Me la sentivo [nell’ultima tappa di quel Tour, il ciclista sloveno riesce a guadagnare la maglia gialla, ndr]. E così, nella notte tra il 19 e il 20 settembre la bicicletta è partita in macchina alla volta di Parigi per far sfilare il Piccolo Principe di giallo vestito sugli Champs-Elysèes».

Sport
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lunedì 4 Marzo 2024