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FDS 2023 – Aldo Cazzullo, quasi amici

“In Italia il vero e proprio romanzo popolare è lo sport. Per capire l’Italia bisogna leggere storie di sport”. Con queste parole Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore, ha aperto il suo intervento al Festival dello Sport di Trento, durante la sua prima giornata di eventi, giovedì 12 ottobre 2023. Intervento incentratosi proprio su storie di personaggi sportivi, in particolare di coppie di quasi amici, allo stesso tempo legati ma rivali: Totti e Del Piero, Mazzola e Rivera, Coppi e Bartali.

“Francesco Totti e Alex Del Piero si sono sempre presi in giro amabilmente” ha raccontato Cazzullo. “Erano rivali in Nazionale poiché due numeri 10, ma anche come lo erano le loro squadre, Roma e Juventus”. Nonostante questo e nonostante i diversi caratteri, i due calciatori non hanno mai litigato. “Del Piero è un veneto, con un carattere più mite, Totti invece è romano, più sfrontato” ha spiegato il giornalista. Tuttavia, come ha rivelato poco dopo: “La sfrontatezza ha in seguito lasciato spazio alla paura. Alla paura di non saper cosa fare una volta finito di giocare a pallone”. Il Capitano della Roma si è mostrato quindi vulnerabile e, sicuramente, umano al di là del mito.

Anche Sandro Mazzola e Gianni Rivera hanno avuto un rapporto che andava al di là delle rivalità calcistiche e che si fondava su un grande rispetto reciproco, tanto che i due, insieme, fondarono nel 1968 l’Associazione Italiana Calciatori. Parlando di questa coppia, Aldo Cazzullo si è concentrato sulla vita di Sandro Mazzola che può essere considerata “da romanzo”. Figlio di Valentino Mazzola, calciatore del Grande Torino che con il Grande Torino morì nella tragedia di Superga nel 1949, Sandro si ritrovò senza padre e, poco dopo, conobbe un fratello di cui non sapeva l’esistenza. I due furono poi adottati da Benito Lorenzi, calciatore soprannominato “Veleno”, che li supportò, economicamente e non solo, contribuendo alla crescita del campione.

La narrazione di Cazzullo è poi proseguita verso una delle coppie di sportivi amici-rivali per eccellenza: Coppi e Bartali. “Due personaggi molto diversi, due rivali, ma accomunati da una tragedia: entrambi persero un fratello per un incidente in bicicletta” ha raccontato. Una vita breve ma intensa come si suol dire, quella di Coppi, che morì a soli 40 anni dopo aver contratto la malaria in Africa. Un personaggio, Fausto Coppi, che si faceva fotografare con gli occhiali scuri e alla guida di grandi auto; un personaggio che salì agli onori della cronaca rosa per la sua storia d’amore con la “Dama Bianca”, Giulia Occhini, con la quale fuggì in Sudamerica affinché il figlio che lei portava in grembo venisse riconosciuto come suo, poi chiamato Faustino per rimarcare ulteriormente la paternità. Una vita lunga e meno sotto i riflettori quella di Bartali, che al contrario era immortalato mentre giocava a carte e beveva vino alle feste di paese. Sembrava un bracciante, Gino, e non uno sportivo celeberrimo, che con la sua umiltà durante la Seconda guerra mondiale rischiò la vita per salvarla a circa 800 ebrei, percorrendo la distanza Firenze-Assisi in bici per portare documenti falsi.

Le storie di Coppi e Bartali, così come delle altre celebri coppie di quasi amici dello sport, sono da raccontare poiché rappresentano noi italiani: “A cui piace rivaleggiare e vedere i duelli sportivi, in cui senza una fazione non esiste neanche l’altra”. Italiani, però, allo stesso tempo disposti a essere uniti per l’Italia, che “è come la mamma, solo noi ne possiamo parlare male”. Essere italiani: “È una fortuna – ci ricorda Cazzullo – ma anche una grande responsabilità, significa essere all’altezza della sua bellezza, ma anche dei suoi valori morali”.

Sport
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lunedì 4 Marzo 2024