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Essere allenatori di calcio significa anche educare: ce ne parla Francesco Coppo

Francesco Coppo ha 38 anni ed è laureato in Scienze dello sport. Ha conseguito il patentino da allenatore dei portieri dilettanti e settore giovanile. Il suo ruolo nella società Vipo Trento è sia di allenatore della scuola calcio, in particolar modo nella categoria piccoli amici (primi anni di calcio), che quello dei portieri della scuola calcio e del settore giovanile.

Quando sei diventato allenatore?

Sono attivo nella Vipo da otto anni, mantenendo sempre le stesse mansioni (allenatore scuola calcio e portieri). Amo il mio lavoro ed ho sempre adorato questo sport sin da quando ero piccolo. Cerco di trasferire le emozioni e la passione ai bambini e questo genera in me una gran soddisfazione!

Come si diventa allenatori?

Per svolgere il ruolo di allenatore è necessaria sicuramente tanta passione e tanta dedizione in quello che si fa. Per questo è opportuno conseguire i patentini specifici e seguire corsi di formazione in merito, al fine di migliorare la propria preparazione.

Cosa rappresenta per te il calcio?

Il calcio mi affascina: è una bellissima disciplina sportiva di squadra che, soprattutto in età giovanile, favorisce la socializzazione e guida al rispetto delle regole e ad alcuni valori importanti. Trasmettere la mia passione e le mie emozioni ai bambini è per me un aspetto fondamentale. La pratica di questo sport consente ai giovanissimi di scoprire il proprio corpo attraverso varie esperienze motorie: vengono infatti svolte anche attività di coordinazione importanti per lo sviluppo psico-motorio. In questo quadro rientrano anche altre finalità quali il rispetto delle regole, dei compagni, degli avversari e la cura della formazione psicomotoria. Ovviamente ogni traguardo deve essere conseguito attraverso un puro e sano divertimento: i giovani imparano attraverso il gioco.

Che fascia di età segui?

La fascia di età che seguo è tra i 5 e gli 8 anni, quindi un’età molto giovane. Uno degli obiettivi principali è vederli sorridere e svolgere l’attività con gioia e spensieratezza. Per questo cerco sempre di farli divertire nel modo più vario possibile. E’  molto importante che i bambini svolgano le attività con gioia e spensieratezza perché “la cosa più bella nel mondo è vedere i bambini sorridere e sapere che tu sei la ragione dietro a quel sorriso”.

Che consiglio daresti a chi vorrebbe diventare allenatore?

Gli ricorderei innanzitutto che prima di allenatori dovremmo essere educatori. E’ importante lavorare con il sorriso perché l’obiettivo principale è far divertire al massimo i nostri ragazzi. Sottolineerei anche la necessità di possedere un buon bagaglio formativo per rendere ottimale il nostro lavoro sia dal punto di vista tecnico che umano.

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mercoledì 21 Febbraio 2024