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Che cosa aspettarsi dal Tour de France

Comincerà sabato, da Firenze, la centoundicesima edizione del Tour de France. Firenze. Quindi, per la prima volta nella storia della Grande Boucle, la partenza sarà in Italia. Non ci sarà solo la partenza. Infatti, si correranno in Italia anche le prime tre tappe e mezzo del Tour in omaggio ai grandi ciclisti italiani, come Coppi, Bartali e Pantani. Che cosa dobbiamo aspettarci da questo Tour de France? Le premesse sono stuzzicanti, anche se la corsa rischia di essere più monotona del previsto.

Le premesse sono stuzzicanti perché ai nastri di partenza ci saranno per la prima volta i “Big-6” del ciclismo contemporaneo: Tadej Pogačar, Jonas Vingegaard, Remco Evenepoel, Primož Roglič, Mathieu van der Poel e Wout van Aert. Con un parterre del genere lo spettacolo dovrebbe essere assicurato. Ma il condizionale è d’obbligo mai come in questo caso, dal momento che il percorso di avvicinamento di alcuni di questi ciclisti al Tour non è stato ottimale. Vingegaard, che viene da due vittorie consecutive e che quindi sarebbe stato il naturale favorito alla vittoria finale, ha subito un bruttissimo infortunio a inizio aprile: dopo aver passato alcune settimane in ospedale ha ripreso gli allenamenti e sembra stare decisamente bene (o meglio), ma la sua condizione è un enorme interrogativo, specie in termini di durata sulle tre settimane. 

Discorso simile vale pure per Evenepoel, anche lui vittima della stessa caduta che ha fermato Vingegaard. Parliamoci chiaro: Evenepoel non è allo stesso livello del ciclista danese o di Pogačar nemmeno quando è al massimo della condizione, ma certamente avrebbe potuto dare un po’ più di pepe alla competizione. Se consideriamo che Roglič, miracolosamente scampato alle conseguenze peggiori delle cadute di cui è stato vittima, non è più un giovincello (va per i 35), il Tour de France edizione 2024 rischia di essere un assolo di Tadej Pogačar. Un magnifico assolo. Ma pur sempre un assolo.

Ma come, Tadej Pogačar non ha appena corso (e vinto) il Giro d’Italia? Come può essere in condizione di vincere un altro Grande Giro a distanza di poche settimane? La risposta alle domande potrebbe ridursi a questo: si tratta di Tadej Pogačar, quindi di un autentico fenomeno. In un’intervista rilasciata di recente il ciclista sloveno ha affermato di essersi ripreso molto bene dal Giro e che, anzi, non si è mai sentito così bene in bicicletta. E chi ha seguito la Corsa Rosa sa bene che Pogi non ha dovuto sforzarsi più di tanto per incidere il proprio nome sul Trofeo Senza Fine. Vincerà, quindi? Impossibile dirlo: tre settimane sono lunghissime e gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. Una caduta, un problema meccanico, una giornata particolarmente calda o ventosa potrebbero mettere fuori gioco anche lui. Sta di fatto che al momento i bookmakers lo danno come strafavorito, e non potrebbe essere altrimenti. 

Sport
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sabato 20 Luglio 2024