“Scomode verità” di Mike Leigh: la recensione del film

Dal regista Mike Leigh, candidato agli Oscar due volte come migliore regista e ben cinque volte per la miglior sceneggiatura originale, un’intensa pellicola, portata sullo schermo nel 2024. Magistralmente interpretata dalla protagonista, già candidata all’Oscar come migliore attrice non protagonista in Segreti e bugie, Marianne Jean-Baptiste.

 

Il ritratto brutalmente intenso di una donna, Pansy, stanca e disillusa dal mondo e che non perde occasione di andare contro chiunque le si presenti davanti: “Non riesci a entrare o uscire dal supermercato senza imbatterti in una marea di volontari, allegri e sorridenti che ti chiedono, molestandoti, i soldi per le loro stupide cause. Perché devono far vedere così tanto i denti? La gente che sorride sempre… io non la sopporto!”. Questo il personaggio ideato dallo stesso regista che porta in scena la vita interiore di una donna, madre e moglie, esausta e completamente sola. Mike Leigh, con questo film affronta la tematica della famiglia disfunzionale, dove segreti e bugie portano al silenzio e all’insofferenza. A fare da contraccolpo c’è solo la sorella minore, Chantelle, dal carattere completamente opposto: gioiosa, comprensiva e che vive in un clima familiare allegro e spensierato. Piano piano la pellicola affonda nel passato della protagonista, tramite il ricordo della madre, evidenziando così il lunghissimo tempo dell’insofferenza patita nel tempo: “Occhi accusatori. Occhi inappagati. Oh Pansy, ma cosa c’è che non va? Perché non vuoi uscire a giocare pure tu? Perché non riesci a farti degli amici? Perché non sai goderti la vita? —Perché non sai goderti la vita?!— Non lo so!”. Un film, intimo e potente che porta lo spettatore ad indagare oltre la superficialità, riscoprendo un “filo rosso” comune a tutti: noi siamo quello che abbiamo vissuto, sopportato e amato: “—Loro non ti odiano sai?— Tanto non mi interessa, loro a me non piacciono. —Lasciali perdere allora— Cosa? —Devi prenderti cura di te stessa.— Ma io sono così sola. Sono sola quando ci sono. Sono sola quando non ci sono e non mi sento al sicuro […] le persone”.

 

Un’interpretazione straordinaria, quella dell’attrice protagonista, che immerge lo spettatore nel suo vortice emotivo portandolo, non solo a capire Pansy, ma anche a parteggiare per lei. Perché infondo, ogni protagonista porta in scena la propria verità che rispecchia l’universalità delle emozioni umane.

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domenica 22 Febbraio 2026