“La vita accanto” una pellicola “intima” di Marco Tullio Giordana

Una pellicola intima, presentata nel 2024 in anteprima al 77° Locarno Film Festival che, nello stesso anno, vede la premiazione di Sonia Bergamasco come miglior attrice alla Mostra de València. Una narrazione profonda e delicata sui rapporti intimi e familiari, dal regista premiato ai Nastri d’Argento alla carriera nel 2025.

 

Il film si ispira al romanzo omonimo, vincitore nel 2010 del Premio Calvino, di Mariapia Veladino. Tutto comincia a Vicenza nel 1980 con la lieta notizia di una gravidanza. Repentinamente la gioia e la felicità collettiva mutano in un profondo disagio vedendo la figlia sfigurata da un evidente chiazza vermiglia sul volto. La narrazione prosegue con la crescita di Rebecca prima bambina (Viola Basso), poi ragazza (Sara Ciocca) e infine giovane donna (Beatrice Barison). La pellicola si forma intorno al rapporto di una madre che si chiude in sé stessa, dando vita a un lungo e faticoso rapporto con la figlia: “Ma tu mi assicuri che l’acqua santa la lava via la macchia? […] Ma secondo te, il battesimo me la lava via la macchia o no? Mi ritorna come tutte le altre o no?”. Un tema difficile quello messo in atto in questo film, ovvero il pregiudizio e l’intima sofferenza, ma anche l’ipocrisia di una famiglia. Attraverso le capacità attoriali, Marco Tullio Giordana mostra al pubblico le dinamiche famigliari spogliate di ogni perbenismo o pietismo di sorta. La cruda realtà dell’imperfezione e come questa possa essere avvertita nel proprio rapporto, mettendo a confronto due opposte visioni. Da una parte, la madre (Valentina Bellè), sofferente, preoccupata ed esausta che non sa come reagire all’inaspettato… fino ad arrivare all’estremo: “Io non voglio che esca, per proteggerla dagli sguardi cattivi. Che la gente è così, che ti gode delle disgrazie altrui, non vede l’ora. Uno sguardo può uccidere”. E dall’altra quella della zia paterna (Sonia Bergamasco), che cerca di crescerle la piccola insegnandole a vivere fiera e coraggiosa nonostante tutto e tutti, perché in lei non vede altro che talento, bellezza, e forza.

 

Un film intimo che indaga nelle profondità umane, vedendo al centro di tutto sempre e comunque l’amore comprensivo di una figlia verso la madre, e quello di una madre che, al di là di tutto, resta sempre e comunque una madre: “Si può amare e respingere insieme? […] Nessuno ti ama più di me, ma come faccio a dirtelo?”.

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domenica 22 Febbraio 2026