Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Una curiosità cosmica

Da quanto tempo l’uomo si interroga sul cosmo?

La rilevanza di questa domanda risiede nella sua risoluzione: nel corso del tempo, infatti, è molto cambiata la concezione che l’essere umano aveva di sé e della sua collocazione all’interno del cosmo immenso. La nostra conoscenza, oggi, è maggiore rispetto al passato ma non sappiamo cosa il futuro ci riservi. La spinta verso l’ignoto, insita nell’essere umano, è da sempre la forza motrice della ricerca. La conoscenza di questi luoghi inesplorati apre il nostro sguardo a numerosissime opportunità di investigazione dello spazio profondo.

Sin dalla preistoria i nostri antenati rappresentavano in modo stilizzato stelle e pianeti sulle pareti delle loro caverne. Seguendo la nostra linea del tempo, la storia ci conduce poi a scoperte sempre più sorprendenti, grazie soprattutto alle numerosissime innovazioni tecnologiche: un esempio è il rudimentale ma efficace telescopio con cui Galilei, per primo, riuscì a osservare i satelliti di Giove, bassi sull’orizzonte.

Dopo di lui, a partire dal XVIII secolo, numerosi fisici, matematici e astronomi hanno sentito il bisogno di dare un significato alla profondità dello spazio nel quale si erano improvvisamente trovati immersi: grazie a loro si sono poste le basi per la cultura cosmologica moderna (la cosiddetta scienza classica), in netto contrasto con il sistema di pensiero aristotelico-tolemaico (con cui Galilei stesso si era scontrato).

Durante i due secoli successivi si sono fatti grandi passi avanti nel comprendere la natura del cosmo: scoperte come l’esistenza di miliardi di galassie e l’espansione dell’universo hanno rivisitato la scienza classica, la quale non era più sufficiente per raffrontarsi con la complessità del reale. Si può quindi affermare che, nel corso dei secoli, l’umanità ha subìto un’esperienza di decentrazione della sua collocazione cosmica.

Oltre alla ricerca sul campo, negli ultimi tempi la mente umana si è dilettata anche nella produzione scritta e cinematografica. Nel primo caso un valido esempio è il libro Tutto l’universo per chi ha poco spazio tempo di Sandra Savaglio: in sole 300 pagine l’astronoma cerca di raccogliere il maggior numero di scoperte scientifiche che risalgono soprattutto al secolo scorso. Nel secondo basti pensare al film “Interstellar – pura sinergia tra scienza e settima arte – per la realizzazione del quale ci si è rivolti al fisico teorico Kip Thorne .

Forse, nella profondità dello spazio, un giorno troveremo le soluzioni a molti problemi che affliggono l’umanità da secoli… ma fino a quel momento continueremo a studiarlo e indagarlo in maniera attiva, al massimo delle nostre possibilità, andando sempre un passo oltre. Non troveremo mai la soluzione a tutti i problemi, ma proprio la presenza di misteri e domande aperte aggiungono ulteriore fascino a quello che già deriva dalla bellezza estetica di molti corpi celesti.

Namane Imen

Busetto Paolo

 

Articolo realizzato dagli studenti del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci (Tn) nell’ambito del laboratorio di scrittura giornalistica volto alla rielaborazione e alla comunicazione del progetto START “Viaggio tra cosmo e immagine”.

Rubriche, Scrittori di classe
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

sabato 2 Marzo 2024