Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Se mi cerchi

“Se mi cerci” di Karen Giacomello

Se mi cerchi
sono un mucchio di bugie
in gelateria
quando porto via un kilo di gelato
e quindici cioccolatini
spiegando in quanti saremo a cena

Se mi cerchi
sono a fare a pugni
a sbattere contro il sacco
per affondare i colpi
e la nave
dei miei ricordi
e stare a guardare
io il danno
io il grido
di chi affonda
e poi affoga nel Mare alcolico
bottiglia nel mio frigo
ancora chiusa
ferocemente difesa
come se le scelte
che non volevo
siano solo un purgatorio
dove affannarsi
per arrivare al mio paradiso

Se mi cerchi sono su LinkedIn
ogni giorno
per lavorare
Ma
una volta all’anno
Ti scrivo
Auguri Babbuino
due parole per dire
che libro stai leggendo
che canzoni stai ascoltando
che posti stai visitando
e la tua vita come la stai vivendo
che cosa ti fa ancora ridere
e quel profumo lo hai sempre
che mi manchi
che quando ti vedo non ti saluto
perché accontentarsi
di giocare
quando hai vinto la Coppa ai Mondiali
non è per chi vive.
Né per chi sogna.

Tu vivi negli anni a cui costantemente ripenso, mentre non cammino, non proseguo, non parto, non costruisco, non resto.

Ma cerco
sempre
di essere un gatto
autonomo sprezzante
ci sto provando
invece di un cane
dipendente
dalle carezze dalle pappe dalle parole dai piccoli gesti
che a volte sono solo una stanca routine
E invece noi li scambiamo
per amore

Se mi cerchi
sono ad aspettare paziente
il mio treno
sono educata in fila per la cassa
in coda per il ticket
ad aspettare così anche l’amore
pensando che sia solo
questione di ordine attesa
e merito

Come se essere amati fosse un diritto civile
una legge uguale per tutti
come solo le leggi sanno
non esserlo.

Se mi cerco
sono dentro un cappotto rosso
scudo sgargiante
che difende tutti
tranne me stessa
tra le foglie d’autunno ingrigite dal freddo
c’è una chiesa
Sono io il bersaglio
Del prete che spara sentenze
Quandoilmatrimonioquandoifigliquandolacasaquandounasceltachenonsiaaspettare
è una caccia libera
prendi la mira e spara
quando è il momento
quando c’è il budget
Calcola mira e agisci
Però
io non so mirare
sono vegetariana
ingorda curiosa disordinata
non credo in dio
ma in quel che sento
e il prete e tutti i cecchini non lo sanno
esiste anche il paradiso
dei cani pasticcioni atei disperati e sognatori

Rubriche
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

domenica 21 Luglio 2024