Non lasciamocele scappare – Laura De Paris

“Parole, parole, parole. Parole, soltanto parole. Parole tra noi”. Mentre penso all’iniziativa della casa editrice Zanichelli #paroledasalvare, la mia mente mi fornisce come sottofondo inconsapevole la voce di Mina. In pochi sanno che la lingua italiana è considerata una delle più ricche e complete al mondo. Certo, questo la rende difficile da approcciare e spesso ostica persino per noi Italiani. L’abbassamento del livello culturale, a cominciare dal dialogo politico, sempre più indirizzato verso l’utilizzo di neologismi e anglicismi, contribuisce ad un progressivo impoverimento del nostro lessico. E così, negli ultimi anni, il dizionario Zingarelli sta cercando di sopperire alla scarsità di gergo con dei simpatici fiorellini, simbolo di “specie a rischio di estinzione”, apposti vicino alle parole che stanno, per l’appunto, cadendo in disuso. La lista comprende più di 3000 vocaboli. Mi piacerebbe poter affermare di conoscerli ed usarli tutti abitualmente io stessa, ma purtroppo non è così. Grazie a questa iniziativa, però, ho imparato termini come florilegio e abborracciare.

Come me, probabilmente anche chi ha partecipato da settembre a novembre 2019 al tour Zanichelli #paroledasalvare avrà scoperto lemmi inesplorati. Le piazze di Milano, Torino, Bologna, Firenze, Bari e Palermo hanno ospitato #AreaZ, un’installazione a forma di mastodontico dizionario Zingarelli, che crea uno spazio a lessico illimitato. Al fruitore veniva chiesto solo di adottare una tra le 3126 parole da salvare, cinque delle quali sono diventate protagoniste di una serie di capi di abbigliamento della casa di moda MSGM e hanno partecipato in anteprima alla Milano Fashion Week 2019.

Anche noi della redazione parallela di UnderTrenta, Percorso Esperienziale Contest di Giornalismo Partecipativo – Tempora Onlus, abbiamo deciso di contribuire nel nostro piccolo a salvare questi vocaboli. Nei prossimi giorni pubblicheremo una serie di articoli che vi racconteranno l’etimologia e il significato di alcuni di essi. Nella lingua italiana c’è sempre un termine più appropriato di un altro per descrivere un concetto o un’emozione o per creare un’immagine vivida nella mente delle persone. Speriamo che ci seguirete, perchè, come Zanichelli, crediamo sia importante non lasciarci scappare tutta la variopinta gamma di possibilità che la nostra madrelingua ci consente. Per questo speriamo che siate impavidi (coraggiosi, audaci) e non recalcitranti (riottosi, restii, solitamente usato per bestie da soma). In fin dei conti preferiremmo tutti essere paladini ed eroi piuttosto che asini e muli.

Laura De Paris

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venerdì 7 Agosto 2020