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“Mettere i puntini sulle i”, una storia antichissima

 

Ammettiamolo. Tutti ce l’abbiamo. Parliamo di quel collega, amico, parente che definir pignolo è un complimento. Se dovessimo metterci alla sua stregua, e mettere i puntini sulle i, lo definiremmo il canonico rompiscatole.

Stop, facciamo un passo indietro. Torniamo ai “puntini sulle i”. Esattamente cari lettori, non ve ne siete nemmeno resi conto ma vi trovate nel nuovo appuntamento della rubrica di UnderTrenta… Underword!

Quante volte vi è capitato di usare quest’espressione che, per definizione, significa “puntualizzare, spesso eccessivamente, una cosa per evitare che ci siano dubbi”. E quante volte vi siete chiesti, senza però approfondire l’argomento, da dove derivasse questo curioso modo di dire? Non è più l’ora del procrastinare: lo facciamo noi per voi.

Le radici dell’espressione affondano nei cosiddetti “secoli bui”, nel Medioevo: in principio la era scritta senza puntino e, come è possibile dedurre, le incomprensioni erano molte ed il rischio di incappare in errori “filologici” altissimo. Il destino delle lettere m, n e u  era conseguentemente lo stesso dei gemelli monozigoti: l’essere spesso scambiati.

Ed è proprio da questa confusione apparentemente irrisolvibile – l’invenzione della stampa era ancora lontana a venire – che si ebbe il colpo di genio che diede alla luce “i puntini sulle i” che, da quel momento, facilitano la comprensione dei testi, specialmente manoscritti.

Volendo scavare più a fondo, l’introduzione del puntino – che inizialmente assomigliava di più ad un accento –  risale circa al secolo XIV: con la diffusione dei caratteri gotici esso fu introdotto per  evitare che la lettera i si fondesse con quella precedente o successiva.

Insomma, quello che poteva sembrare un inutile orpello grafico – ed è da questa iniziale valutazione che prende le mosse la comunissima espressione –  si è dimostrato un escamotage efficacissimo per evitare secoli di incomprensioni. Non a noi per evitare il collega, amico parente, rompiscatole. Ma su questo ci si può ancora lavorare.

 

Rubriche, UnderWord
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lunedì 4 Marzo 2024