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Lontano dal Covid, vicino al cuore

In tempi di pandemia globale da Covid-19 raccontare storie particolari come quella di Cosimo, un giovane precario di Catania che vive a Trento e lavora a Riva del Garda, può rivelare nuove forme di contatto umano e personale.

Come ha cambiato la tua quotidianità il Covid-19?

Mi ha cambiato tutto. Io, abituato a spostarmi sempre per lavoro, ho dovuto trovare una nuova stabilità dentro ad un unico spazio. Mi ci è voluto molto ad abituarmi a questi nuovi ritmi, soprattutto per uno che non è un fuorisede universitario e quindi non può rifugiarsi in un progetto di studio.

Quanto hai sentito lontani i tuoi luoghi di origine?

Sicuramente ha aumentato la voglia di tornare a casa, in quanto mi sono venuti a mancare luoghi ma anche affetti associati ai posti. Non la avvertivo come un’esigenza in condizioni normali, ora la percepisco come un bisogno di ritrovare parenti ed amici, per rafforzarmi e riprendere energia.

Ci sono aspetti positivi che hai trovato durante quest’esperienza?

Porterò la capacità di stare con me stesso, ho un carattere espansivo e per la prima volta ho sentito che i miei pensieri rimanevano dentro a quattro mura, senza la possibilità di andare da qualche parte, a scambiare qualche chiacchiera con le persone. Ma è aumentata la mia produttività sul lavoro e il mio guadagno sotto l’aspetto del rapporto costi/benefici. Posso dire che ho scoperto un nuovo me, pronto a rinascere interiormente.

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lunedì 24 Giugno 2024