“Lambiccàre”

Il verbo lambiccàre è un termine che negli ultimi tempi sta cadendo in disuso a livello linguistico, tanto che i più giovani sentendo pronunciare questa parola dalla bocca di persone anziane difficilmente riescono a comprenderne il significato. Quante volte ci saremo lambiccati nel cercare di capire cosa volesse intendere un nostro interlocutore?

Ebbene se è vero che un vocabolo avulso dalla nostra memoria linguistica può creare un errore di comprensione, allo stesso modo una frase contenente una parola a noi sconosciuta ha il potere di donarle un significato, talvolta perché siamo portati a comprendere il discorso e non i singoli termini presi come entità indipendenti.

In realtà il vocabolo lambiccàre non ha derivazione strettamente verbale, piuttosto viene dal sostantivo alambìcco, oggetto utilizzato nel XVI secolo per i processi di distillazione. Si tratta dunque di uno specifico caso linguistico in cui vi è stata un’elisione della prima lettera del sostantivo, con la a che si è persa, per dare origine a quello che oggi è il verbo.

Suggerire a qualcuno di non lambiccarsi il cervello vuol dire portarlo a non esagerare con gli sforzi nel ragionamento su qualcosa di eccessivamente complesso. Difatti il significato può assumere varie declinazioni, come per esempio esaminare attentamente, ponderare con cura oppure analizzare minuziosamente.

Tutte queste accezioni sono comunque riconducibili ad un senso comune che è quello di non spremere eccessivamente le meningi per trovare una soluzione ad un problema troppo difficile da risolvere o, al contempo, che non richiede un lavoro mentale approfondito. L’etimologia della parola lambiccàre è quindi legata al termine alambicco e chissà quanto sforzo impiegavano nei secoli passati coloro che erano alle prese con quel singolare strumento utile a distillare liquidi ed erbe.

Lorenzo Antonelli

 

 

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martedì 7 Dicembre 2021