Intrecciando futuro: donne, femminismi e resistenze (seconda parte)

Dagli anni Novanta in poi, e sulla scia del grande cambiamento all’interno dei movimenti sociali che è stata la diffusione del pensiero decoloniale, ha trovato sempre più spazio una nuova idea di economia: l’economia femminista, una teoria economica e allo stesso tempo un’azione, basata sui valori di anticapitalismo, antirazzismo, antipatriarcato ed ecologia.

In questo dossier, che completa la precedente uscita, si analizzano alcuni esempi di movimenti femminili, femministi e di resistenza africani, asiatici ed europei. Cliccando qui potete trovare il dossier completo, contenente:

  • La critica all’economia dominante,
  • La Rete di Donne Migranti e Razzializzate dei Paesi Baschi
  • La scienza delle donne curde
  • La storia di Ye Haiyan

Sudan, Civil Women Groups

In Sudan, i mesi di protesta che hanno portato alla destituzione del presidente-dittatore Omar Hassan al Bashir, hanno visto una forte partecipazione femminile. Durante le manifestazioni a decine sono rimaste uccise o ferite nelle dimostrazioni pacifiche represse nel sangue dalle forze di sicurezza del governo nella prima fase e dalle milizie paramilitari al comando del Consiglio transitorio dei generali, nella seconda. La percentuale femminile delle manifestanti scese in strada, in particolare a Khartoum, ha raggiunto il 70 per cento.

Riunite nell’organizzazione femminile Civil Women Groups (Cwg), sono state le donne sudanesi le prime a scendere nelle piazze nel dicembre 2018 per protestare contro l’aumento dei prezzi dei beni di primo consumo. Il movimento femminile in Sudan proviene da una lunga storia di resistenza, sopravvissuta anche al regime islamico e alla legge coranica, la Sharia. Le prime manifestazioni di resistenza femminile iniziarono negli anni Venti del Novecento, quando le casalinghe parteciparono ai movimenti contro la dominazione britannica. Nel 1952, poi, nacque il primo sindacato femminile in Africa. Anche il tentativo rivoluzionario del 2012 e la Rivolta del Pane del gennaio 2018 (entrambi repressi nel sangue), sono state iniziate dal movimento femminile.

Il Cwg ha giocato un ruolo di primo piano nella definizione delle strategie rivoluzionarie e del programma della Spa (Sudanese Professionists Association), il movimento di punta delle proteste. Nella Spa è infatti molto forte la leadership femminile. Le donne, studentesse universitarie in primis, sono state molto attive sui social media per coordinare la rivoluzione e per corredarla di contenuti sociali e politici. Le attiviste sono consapevoli che se fallisse il progetto di transizione democratica sarebbero perdute: tutte sono state fotografate e identificate.

Oltre alla destituzione di Bashir e all’avvio della transizione le donne sudanesi hanno potuto recentemente festeggiare anche la fine di molte delle norme ispirate alla legge coranica, le cui vittime preferenziali sono state le donne. Dal luglio 2020, quindi, non verranno più (così si spera) fustigate in pubblico per abbigliamento giudicato non consono secondo criteri arbitrari, mutilate nei propri genitali, costrette a sposarsi minorenni, assoggettate all’autorità del maschio di famiglia fosse egli padre, fratello o marito.

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domenica 24 Ottobre 2021