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“Genesi” – Blanche

Vago con la testa vuota in un mondo pieno e obliquo. Agguerrite legioni di pensieri in itinerari mi tendono imboscate. Allora mi vesto di terra e foglie e fuggo, mi guardo intorno ed ho fame. Fabbisogno Alimentare Minimo Endogeno: desidero riempirmi lo stomaco, niente di più. Solo lo stomaco: mordere, strappare, masticare, deglutire, digerire, metabolizzare, sintetizzare, evacuare, esercitare mere funzioni ­fisiologiche. Acquisire nuova consapevolezza della mia ciclicità ed immettere scorie nell’universo.

Ciao piccola mela proibita. Ti guardo e tu ridi. Risate tonde, lucide, rosse e golose. Ho voglia di sentirti con i denti, la lingua ed il palato: gnam gnam. Salgo sull’albero, verso di te, cerco un appiglio tra le fessure della corteccia rugosa, un varco tra le folte fronde della chioma, sento i rami flettere al peso del mio corpo. Mi dondolo come sospesa. Soppeso i dolci frutti con la mano e li stacco per portarli a me. Alla mia bocca. Mastico sensazioni.

E mi abbuffo all’albero della disconoscenza. So che non dovrei. Ma chi sono io per sapere di non dovere!? La signora Nessuno – che poi signifi­ca tutti – mi ha detto che la mia coscienza è il mio dio e se dimentico i suoi stupidi retaggi si arrabbierà molto. Mi punirà. Non importa: non ho discendenti sui quali ricadranno i miei peccati. Sono solo me: qui inizio e lì fi­nisco. Anche lo stomaco vuole la sua parte: sono una degustatrice dell’anima e penso con la pancia, affogando i neuroni nell’acidità corrosiva dei miei succhi gastrici.

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giovedì 8 Dicembre 2022