Dossier – Pianeta armato

Dalla fine della guerra fredda, mai la cifra spesa in armi nel mondo era stata così alta.
L’ultimo rapporto del Sipri, Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma, ci consegna l’immagine di un Pianeta che non accenna ad arrestare la propria corsa al riarmo.

Per leggere il dossier completo cliccate qui: troverete tutte le altre sezioni e i focus, tra cui:

  • “Chi fa cosa”: i maggiori acquirenti.
  • L’Italia al dodicesimo posto.
  • Nato, Europa e la “minaccia russa”.
  • Chi aumenta e chi taglia.

 

La spesa militare mondiale totale è arrivata a 1739 miliardi di dollari nel 2017 con un aumento dell’1,1% rispetto al 2016.

A guidare il riarmo la regione euro-atlantica. Secondo Nan Tian,​ ​ricercatrice del Sipri, “gli aumenti della spesa militare mondiale negli ultimi anni sono stati in gran parte dovuti alla sostanziale crescita delle spese da parte di Paesi in Asia e Oceania e in Medio Oriente, come Cina, India e Arabia Saudita”.

Come sempre merita ricordare che il disarmo da solo non basta per garantirsi la pace. Le guerre si combattono non solo perché si dispone di armi più o meno evolute. Le cause che portano alle guerre stanno nelle ingiustizie sociali, ambientali, economiche. E queste motivazioni portano a combattere, anche senza armi di ultimo modello.

Come dimostrano anche i dati del Sipri molti degli Stati oggi in guerra hanno una spesa militare in diminuzione o comunque estremamente bassa rispetto a Paesi nei quali non si combatte apertamente (vedi approfondimento 1).

Il disarmo va quindi inserito come elemento importante in un contesto più ampio, che ha come perno il riequilibrio di risorse, di ricchezze, e il rispetto di diritti fondamentali per costruire la Pace.

Chi traina la spesa

Per un’analisi più puntuale è necessario suddividere la (mastodontica) spesa totale tra le macro-regioni del Mondo. Il Sipri rileva infatti che la spesa militare regionale totale è diminuita tra il 2016 e il 2017 in Africa (dello 0,5%) e in Europa (del 2,2%).

Questa diminuzione interessa l’Africa da tre anni consecutivi, mentre per l’Europa si tratta del primo calo dal 2013.  La spesa militare nelle Americhe è rimasta invariata nel 2017.

Allora chi traina l’incremento dell’1,1% rilevato dal Sipri? La risposta va cercata in Asia, Oceania e nel Vicino Oriente. Nel continente asiatico la spesa è salita per il ventinovesimo anno consecutivo, questa volta del 3,6%. Per i Paesi del Vicino Oriente per i quali sono disponibili i dati la spesa è cresciuta anche nel 2017 del 6,2%.

Da considerare poi quanto pesa la spesa militare sulle tasche dei cittadini. L’onere militare varia infatti ampiamente tra le regioni e tra i Paesi. Secondo il Sipri gli Stati delle Americhe hanno avuto il minor carico militare nel 2017 con una media dell’1,3% del PIL. La percentuale sale all’1,6% in Europa, all’1,7%, in Asia e Oceania, all’1,8% in Africa ma arriva al 5,2% nel Vincino Oriente.

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domenica 27 Settembre 2020