Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Dossier: Fame e Covid-19

Un anno di pandemia ha riportato indietro di decenni gli sforzi globali per la fine della fame e della povertà: il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ad aprile 2021 stima infatti che più di 270 milioni di persone siano a rischio fame. Il doppio della cifra pre-pandemia.

In questo dossier, che trovate nella sua interezza a questo link, riportiamo alcuni dati forniti da organizzazioni internazionali, un sondaggio che ha coinvolto migliaia di famiglie in difficoltà, un appello che coinvolge 200 realtà di tutto il mondo e alcuni spunti di riflessione su quanto inquina il cibo che produciamo.

Dopo un anno di Covid, raddoppia la fame

Ad un anno dall’inizio della pandemia di Covid-19 possiamo stabilire che i timori sull’aumento della fame e della povertà sono stati confermati. Un anno di emergenza sanitaria ha riportato indietro di decenni gli sforzi globali per la fine della fame e della povertà. Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite ad aprile 2021 stima che più di 270milioni di persone siano a rischio fame, ovvero il doppio del pre-pandemia.

La Banca Mondiale prevede che entro la fine del 2021, la pandemia farà cadere in povertà estrema tra i 111 e i 149 milioni di persone in tutto il mondo. Ma anche prima della pandemia, il numero di persone che soffrivano di fame cronica era in aumento. Il numero dovrebbe ora sfiorare il miliardo. La pandemia ha spinto l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ad adeguare le sue stime e ora prevede che entro il 2030 ci saranno tra gli 860 e i 909 milioni di persone che soffrono la fame.

I Paesi e i lavoratori più colpiti

Un sondaggio condotto dall’agenzia umanitaria tedesca Welthungerhilfe, insieme a sette organizzazioni europee per lo sviluppo e gli aiuti di emergenza, conferma le tendenze globali e fa luce sui collegamenti tra pandemia di coronavirus, povertà e fame. Il sondaggio ha coinvolto quasi 16.200 famiglie in 25 Paesi tra ottobre e novembre 2020. Da questa analisi emerge che sono nove i Paesi più colpiti, sei dei quali si trovano nella Regione dell’Africa Subsahariana: Repubblica Democratica del Congo, Malawi, Kenya, Burundi, Liberia e Madagascar. In RDC e Malawi, più dell’80% delle famiglie intervistate sostiene di avere meno da mangiare rispetto a prima della pandemia.

Uno studio pubblicato dall’International Food Policy (Ifpri) nel febbraio 2021 conclude che a livello globale non c’era carenza di cibo e che il sistema alimentare globale poteva essere in grado di assorbire gli shock causati dalla pandemia, in parte dovuti ai flussi commerciali globali. Perché quindi la fame aumenta? Nella sua definizione di sicurezza alimentare sostenibile, la Fao distingue tra “disponibilità” e “accesso”. Il cibo era generalmente disponibile durante la pandemia ma era l’accesso ad essere limitato, soprattutto per la popolazione delle aree urbane più povere e per coloro che vivono nelle zone rurali. Questa mancanza di accesso è dovuta alle conseguenze della pandemia, ovvero alle restrizioni alla circolazione (conseguenza di misure di blocco), alla perdita del lavoro nell’informale e nei settori formali che portano a una contrazione di reddito e in generale alla crisi economica.

Rubriche
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Per la nostra sezione Sport, vi proponiamo il focus dedicato ai 32esimi di finale di Coppa Italia ...
  • "Al Tour de France trionfa lo sport, quello vero". Un approfondimento dedicato all'ultimo Tour de ...
  • Bill Russell è morto. Aveva 88 anni. Se ne va una leggenda della pallacanestro, il giocatore pi...
  • "La voce delle emozioni". Vi proponiamo oggi l'intervista alla filosofa e scrittrice Ilaria Gaspa ...
  • Joba è il nome d’arte di Giovanni Balduzzi, giovane cantautore che ha appena lanciato il suo n ...
  • "Canto per Europa, la migrante ferita dallo sguardo intelligente e profondo". Paolo Rumiz è stat ...

giovedì 11 Agosto 2022