Carmilla, di Joseph Sheridan Le Fanu – Federica De Toffoli

Carmilla, protagonista dell’omonimo racconto del 1872, è il primo personaggio a riunire in sé tutti gli elementi che in seguito avrebbero caratterizzato il vampirismo in letteratura: sensualità, appartenenza ad un’antica e nobile casata, capacità di mimetizzarsi nel mondo celando la propria natura. Il brillante autore è l’irlandese Joseph Sheridan Le Fanu che con i suoi racconti dell’orrore rappresenta uno dei capisaldi della letteratura gotica del XIX secolo, al pari di Stoker, Lovecraft e Poe. In poche pagine sono racchiuse le caratteristiche principali delle sue opere: suggestive ambientazioni gotiche, dimore antichissime, atmosfere cupe e personaggi carichi di mistero.

Laura, di origini inglesi, vive col padre in un castello in Austria. Attende con ansia l’arrivo della giovane nipote del colonnello Spielsdorf per trascorrere con lei l’estate. La fanciulla però muore prematuramente in circostanze misteriose, privando Laura della sua compagnia. In una notte di luna piena, mentre la ragazza si trova in giardino, una carrozza esce di strada proprio davanti al loro castello. Le viandanti sono un’elegante signora e sua figlia Carmilla, svenuta a causa dell’urto. Ricevuti i primi soccorsi, la signora dichiara di avere delle faccende urgenti da sbrigare, affidando,  fino al suo ritorno, la figlia – di salute cagionevole – all’ ospitalità del padre di Laura. Le due ragazze stringono fin da subito un intenso legame. Laura però non può fare a meno di notare alcune stranezze della sua nuova amica: si desta molto tardi, odia i canti religiosi ed assomiglia incredibilmente al ritratto della contessa Mircalla di Karnstein, signora che duecento anni prima governava quelle terre. Il racconto prosegue con una serie apparentemente casuale di eventi funesti che colpiscono il villaggio, in un climax ascendente di terrore.

Le vicende sono raccontate con densità narrativa, in cui il fascino per l’oscuro e il metafisico si intrecciano, creando atmosfere raffinate, difficilmente riscontrabili opere gotiche. Punto di forza del libro è il riuscire a trasmettere un senso d’ inquietudine anche solo attraverso allusioni e trame psicologiche. Apprezzabile è anche il ribaltamento di prospettiva legato all’identità dei personaggi:  il mostro non è più una figura maschile, ma una fragile e delicata ragazza, che col proseguo della narrazione si tramuta in un vero e proprio “incubo” per il lettore.

Le Fanu rende abilmente la storia affascinante: mentre in Dracula percepiamo chiaramente la tentazione esercitata dal “fascino del male”, qui l’oscuro si insinua nelle vite dei mortali in modo apparentemente innocente ma, allo stesso tempo, molto profondo e per questo ancora più pericoloso.

La cura dei dettagli e l’abilità nell’intrecciare sapientemente le vite dei vari personaggi rendono il racconto straordinariamente appassionante, senza mai cadere nella banalità o nell’esagerazione, delineando un mosaico d’ atmosfera in cui si cala alla perfezione un personaggio ambiguo e affascinante come quello di Carmilla.

Federica De Toffoli

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venerdì 7 Agosto 2020