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“Candele” – Davide Prudentino

“Candele” – Davide Prudentino

E sì che mi piace, candele accese intorno al mio tavolo, un bicchiere di vino e una sigaretta orientale fanno galleggiare il mio spirito in questa semi oscurità che mi circonda e ritorno con la mente a quando essere artista aveva significato. Mi immagino invasato su un foglio bianco a riempirlo di parole e sul tavolo una schiera di lucciole di cera che coccolano il mio furore sacro. Allora sì, penso che gli altri sono imprigionati  dal buon esecutore di carta; ma non sanno che si può vivere con lo spirito. Sì, allora non mi pento di essere solo con gli stoppini e dentro di me la voce dei grandi maestri.

Solo una penna mi tiene vivo, che vomita parole su un foglio bianco che forse diventerà oro. Al di fuori della mia stanza c’è la sterilità del benessere, la pigrizia del cervello. Una volta si lavorava per mangiare e stare bene con poco e le candele non erano uno scandalo ma una benedizione. E poi mi chiedo come mai non ci sono più grandi uomini, che sciocca domanda, c’è una voce che mi sussurra nel fiume del mio pensiero: ormai ci sono solo grandi mezzi, l’epoca dei grandi uomini è finita.

“Con una penna in mano” è la rubrica di UnderTrenta dedicata alle tue poesie e ai tuoi racconti brevi! Puoi inviarli all’indirizzo redazione@undertrenta.it

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lunedì 4 Marzo 2024