Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Woodstock: l’evento che ha segnato un’epoca

Il Festival più importante ed evocativo che si ricordi, giustamente inserito dalla celebre rivista Rolling Stones tra i 50 momenti che hanno segnato la storia del rock, festeggia quest’anno il suo 45° anniversario. Ancora oggi, a decenni di distanza, impressiona rileggere i nomi degli artisti che si esibirono sul palco e il numero di giovani spettatori (ufficialmente più di 400.000 ma inizialmente stimati in 50.000 dagli organizzatori) che occuparono pacificamente un terreno di oltre 2,5 km² preso in affitto da un allevatore di Bethel, cittadina a poca distanza da Woodstock, stato di New York. Un’epica maratona musicale di tre giorni (il Festival ebbe luogo dal 15 al 18 agosto 1969) che con il tempo ha assunto anche un significato e un valore artistico, sociale e culturale.

Il Festival di Woodstock ha rappresentato e rappresenta tuttora uno dei momenti più alti della controcultura hippy, ponendosi idealmente come naturale successore di quella Summer of Love che due anni prima, nel 1967, aveva contribuito a trasformare il tranquillo ed economico quartiere di Haight-Ashbury a San Francisco, nello psichedelico cuore pulsante di un’intera comunità di intellettuali e artisti decisi a ispirare la propria vita agli ideali di pace, spiritualità, amore libero e vita comunitaria. A renderlo indimenticabile artisti del calibro di Joan Baez, Carlos Santana, The Who, Creedence Clear Water Revival, Grateful Dead, Janis Joplin, Jefferson Airplane, Crosby, Stills, Nash & Young e Jimi Hendrix, che impreziosì la sua performance con una reinterpretazione distorta e fragorosa di The Star-Spangled Banner, l’inno americano, probabilmente una delle immagini più potenti dell’intera manifestazione.

Curiosamente lunga e importante anche la lista dei musicisti che declinarono, per varie ragioni, l’invito: i Doors preferirono riprendersi dai guai giudiziari che avevano coinvolto Jim Morrison per presunti atti osceni in pubblico; Bob Dylan, per sfuggire al caos che avrebbe riempito la cittadina di Woodstock (dove risiedeva all’epoca), scelse di esibirsi pochi giorni dopo al Festival dell’Isola di Wight; i Led Zeppelin preferirono rispettare le tappe del loro tour estivo mentre pare che John Lennon, per portare i Beatles al Festival abbia preteso, senza ottenerla, la partecipazione della Plastic Ono Band. Woodstock, nonostante alcune defezioni dell’ultimo minuto e le pessime condizioni meteo, fu ugualmente un successo strepitoso non solo dal punto di vista artistico ma anche mediatico, costringendo ancora una volta i mass media del tempo (inclini più che altro a sottolineare i rischi per l’ordine pubblico e il consumo di LSD degli hippy) e l’opinione pubblica statunitense, già profondamente lacerata dalla sanguinosa guerra in Vietnam, a considerare le ragioni della non violenza e del pacifismo. Richiesta ancora drammaticamente attuale.

Cultura
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

sabato 20 Luglio 2024