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Una giornata nell’archivio Piero Bottoni

Il cortometraggio in concorso alla 71esima edizione del Trento Film Festival Una giornata nell’archivio Piero Bottoni, regia di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, narra attraverso vecchi filmati, fotografie, estratti da articoli di giornale ed altro materiale documentario la particolarissima vicenda della nascita del Monte Stella a Milano che con i suoi cinquanta metri di altezza è la montagna più bassa d’Italia.

Ambientato in una sala della Cineteca di Milano, il poeta, architetto e docente del Politecnico di Milano, Giancarlo Consonni, e la professoressa ordinaria di Urbanistica presso lo stesso ateneo, Graziella Tonon, ricordano la vita e l’attività di Piero Bottoni, architetto, urbanista, pittore e fotografo, partendo dalla sua passione per il disegno, utilizzato prima di tutto come strumento conoscitivo della realtà – un po’ alla stregua di un moderno Leonardo Da Vinci – e passando di filmino in filmino dalle sue prime realizzazioni in ambito residenziale fino alla sua attività di Commissario Straordinario dell’Ottava Triennale, per la quale progettò il Quartiere sperimentale QT8.

Classe 1903, Bottoni fu uno degli interpreti dell’architettura razionalista e dal 1929 al 1949 partecipò come delegato italiano ai Congressi Internazionali di Architettura Moderna, entrando così in contatto con tutti i maggiori esponenti del Razionalismo internazionale, primo fra tutti Le Corbusier, che dei CIAM era il fondatore. Fin da subito si dimostrò particolarmente interessato ai temi dell’urbanistica e dell’edilizia popolare, contribuendo alla stesura della Carta di Atene del 1933.

Il passo successivo fu documentare le condizioni di vita nelle periferie milanesi: il sovraffollamento abitativo, la scarsa igiene e la povertà traspaiono così dai suoi scatti fotografici, corredati di appunti nei quali sottolinea la desolazione, lo squallore e l’insalubrità degli spazi residenziali in cui sono costrette le famiglie di manovali e contadini. Nasce da qui uno dei molteplici progetti di case popolari a cui Bottoni resterà legato per tutta la vita e che si esplicheranno nel loro massimo potenziale proprio nella realizzazione del quartiere QT8 del 1947.

Abitazioni dalla metratura contenuta ma studiate in ogni minimo dettaglio, in modo da essere economiche e funzionali allo tempo stesso. Una distribuzione razionale degli spazi sia interni che esterni, corredata da ampie zone verdi e, almeno su carta, da un lago con il compito di innalzare la qualità della vita e l’estetica dell’intervento.

All’indomani della guerra, con la città in gran parte rasa al suolo – Milano fu infatti il secondo centro più bombardato d’Italia – i detriti lasciati dalla devastazione vengono prelevati e fatti confluire proprio al limitare del QT8. Per Bottoni rappresenta l’opportunità di una vita: realizzare il sogno che aveva fin da bambino di costruire un’intera montagna. L’idea del lago lascia così il posto a quello che oggi è il Monte Stella.

Riferendosi poi alla crescita spontanea di erba ed arbusti sulla sua sommità, Consonni chiosa: “Dalle macerie della guerra è rinata la vita”.

Cultura
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lunedì 4 Marzo 2024