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Umm Kulthum

Nata Fatima Ibrahim es-Sayyd el-Beltagi, Umm Kulthum è stata probabilmente la più famosa cantante popolare egiziana esistente, conosciuta in tutto il mondo arabo. Ma la sua fama arrivò fino in Occidente, dove figure del calibro di Bono Vox, Robert Plant e Maria Callas riconobbero l’importanza che la “Stella dell’Oriente”, come veniva chiamata, aveva avuto nel panorama musicale mondiale.

Nata nel piccolo villaggio di Tamay e-Zaharya, Fatima ricevette sin dall’infanzia un’educazione profondamente religiosa (“Umm Kulthum”, infatti, è il kunya della terza moglie del Profeta): il padre, Ibrahim, era imam locale mentre a scuola imparò a memorizzare il Sacro Corano, un esercizio ottimo per la sua carriera da cantante. Ma fu soprattutto grazie al padre che ebbe i primi incontri con la musica, dato che lui e il fratello Khalid venivano chiamati per cantare a matrimoni ed occasioni speciali.

Ibrahim coltivò sin da subito la passione della figlia, invitandola sin dai 12 anni a cantare con lui e il fratello. Nel giro di pochi anni fu notata dal ricco locale Mohamed Abo el-Ala, che incoraggiò e finanziò le sue capacità canore, e nel 1923, su invito del famoso compositore Zakariyya Ahmad, Umm Kulthum si trasferì al Cairo.

La capitale fu la rampa di lancio definitiva per la stellare carriera di Umm Kulthum: nel giro di pochi anni divenne una dei più famosi cantanti non solo dell’Egitto ma dell’intero mondo arabo – nel 1932 fece il suo primo tour fuori dall’Egitto, viaggiando a Damasco, Beirut, Baghdad e Tripoli. Fu soprattutto la radio e i concerti che venivano trasmessi mensilmente a rafforzare la sua fama ben oltre i confini egiziani.

La sua fama le consentì di intrattenere rapporti con l’aristocrazia, in particolar modo con la famiglia reale: si dice infatti che re Farouk le avesse chiesto più volte di tenere concerti privati per lui e i suoi familiari. Tuttavia, agli occhi dell’aristocrazia, lei continuava ad essere una fellah (“povera”; lett. “contadina”) e quando il re impedì ad un suo parente di sposarla, divenne critica nei confronti della monarchia.

A causa dei suoi rapporti con il re, però, la sua carriera conobbe un’interruzione nel 1952, quando gli Ufficiali Liberi di Mohammad Naghuib e Gamal Abd el-Nasser presero il potere. Le fu impedito di cantare e le sue canzoni non venivano più trasmesse. Questo fino al 1954, quando il Presidente Nasser ordinò che le canzoni e i concerti di Umm Kulthum venissero trasmessi da “Voce degli Arabi”, la radio del regime, prima dei suoi discorsi, al fine di ottenere il sostegno della società egiziana. Si dice che Nasser temesse una possibile rivolta popolare qualora le sue canzoni non fossero state trasmesse ancora e che i suoi discorsi venissero mandati in onda in modo tale da non disturbare le canzoni di Umm Kulthum.

I rapporti tra Umm Kulthum e il regime nasseriano furono talmente stretti che una delle sue canzoni, Walla Zaman ya Selahy (“E’ passato molto tempo, oh mia arma”) venne scelta come inno della Repubblica Araba Unita. In occasione della Guerra dei Sei Giorni e di quella dello Yom Kippur, inoltre, Umm Kulthum raccolse con i suoi concerti diversi milioni di sterline da donare all’esercito.

La carriera di Umm Kulthum si concluse il 3 febbraio 1975, giorno della sua morte. Data la notizia, milioni di persone riempirono le strade delle più importanti città arabe, mentre si dice che la folla che partecipò ai suoi funerali fosse immensa, più grande di quella presente ai funerali di Nasser.

La sua fama, però, non si spense con la sua morte: ancora oggi, in tutto il mondo, vengono riconosciute le sue doti canore e soprattutto tutte le innovazioni che, collaborando con altri artisti, ella fu capace di apportare alla musica egiziana e araba. Ancora oggi, nelle strade del Cairo, è possibile sentire una delle sue canzoni trasmesse alla radio.

Cultura
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