Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Tlon, la cultura sui social, la lentezza e la meraviglia

Non rimane poi molto di quello che leggiamo distrattamente qua e là. Dopo una giornata immersi nei social, quanto ci ricordiamo di post, video e articoli nei quali ci siamo imbattuti? Quante informazioni ci entrano in testa per poi uscirne due minuti dopo?

A volte ho la sensazione di conoscere un sacco di cose in maniera superficiale. Non si può certo dire che l’approfondimento non trovi spazio sui social. Si tratta però di uno spazio striminzito, costretto a fare a pugni con la mole d’informazioni che circolano online e l’attenzione delle persone, che si fa via via sempre più labile.

Quando, durante il primo lockdown, ho scoperto Tlon, la scuola di filosofia di Maura Gancitano e Andrea Colamedici, sono rimasta particolarmente colpita. Era una giornata d’aprile bella e assolata, ma allo stesso tempo inquieta. Il futuro si presentava per la prima volta come un’incognita, mentre adesso l’incertezza è diventata forse l’unica certezza. La maratona “Prendiamola con filosofia”, durata una giornata intera, mi ha dimostrato come filosofia, cultura e arte possano continuare a smuovere un mondo fermo e chiuso in se stesso. E come i social possano essere non solo un luogo dove sfogare tutto l’odio e la frustrazione che portiamo dentro e vomitiamo a fine giornata, ma anche un posto dove portare profondità e riflessione.

Tlon continua a farlo. Quando m’imbatto nei post che Gancitano e Colamedici pubblicano quasi quotidianamente su Facebook e su Instagram mi sembra di riuscire a scorgere e a respirare, nello smog, un po’ di aria pulita. Le riflessioni più interessanti? Sono tante, e per conoscerne una buona parte consiglio di leggere l’ultimo libro di Gancitano e Colamedici, “Prendila con filosofia”. Voglio però elencarne un paio qui sotto.

La lentezza, l’approfondimento e la conoscenza di sé (e del mondo) contro la spinta all’efficienza e alla velocità della “società della performance”.

Non siamo macchine. Viviamo in un ecosistema che ha bisogno di essere tutelato. Noi stessi siamo esseri fragili. Il virus ce l’ha ricordato con prepotenza, e ci ha costretti a rallentare le nostre vite: ora, anche i gesti che un tempo sembravano scontati non lo sono più, e richiedono tempo, attenzione, precauzione. Certo, nessuno vorrebbe vivere in questa situazione per sempre, ma forse ci sono degli insegnamenti che dovremmo custodire gelosamente per il futuro. “La performance – scrivono Gancitano e Colamedici in “Prendila con filosofia” – non ha niente a che vedere con la cura, perché rappresenta un ritmo esterno lineare, sempre identico a se stesso, che non tiene in considerazione la persona”. Ed è inutile pensare sempre e solo al risultato e all’efficienza, perché essi non ci restituiscono il senso di ciò che stiamo facendo. Funziona per le persone, ma vale anche per le aziende, che per coinvolgere maggiormente i loro impiegati devono puntare a valorizzare il processo e a prestare attenzione alle persone e al loro benessere.

L’arte della meraviglia e dell’imparare a vedere un oggetto, una persona o un paesaggio per la prima volta.

Per imparare a scrivere, il giovane Maupassant fu invitato dal suo docente, Flaubert, a osservare per ore un oggetto. Niente di straordinario: basta anche solamente una foglia, un albero o una tazza. Qualsiasi oggetto. Che parole usiamo di solito per descriverlo? Quali, invece, potremmo trovare per la prima volta? A Flaubert l’esercizio piacque, tanto che scrisse: “La cosa più insignificante contiene un po’ d’ignoto. Troviamolo. Per descrivere un fuoco che divampa e un albero in una pianura, restiamo di fronte a quel fuoco e a quell’albero finché non assomiglino più, per noi, a nessun altro albero e a nessun altro fuoco. È così che si diventa originali”.

Cultura
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Puntuale come ogni anno, prima della fine dell’estate, anche nel 2022 è tornato Poplar Festiva ...
  • A volte basta un bagno per rinascere, per cancellare stress, ansia e preoccupazioni. Scarpe como ...
  • Far dialogare tra loro i diversi popoli, superando le diversità linguistiche, con l’ambizione ...
  • "So Farewell, Yellow Brick Road". Mani sui tasti del pianoforte a coda e via, pronto a suonare ...
  • Fake news, perchè ci caschiamo ancora? La risposta è semplice, è il nostro cervello ad "ingann ...
  • Per la nostra sezione Sport, vi proponiamo il focus dedicato ai 32esimi di finale di Coppa Italia ...

giovedì 29 Settembre 2022