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So Farewell, Yellow Brick Road

Il 4 giugno 2022 allo Stadio San Siro di Milano è andato in scena l’ultimo concerto italiano di Sir Elton John che, con il “Farewell Yellow Brick Road Tour” (più di trecento date in tutto il mondo), è deciso a dire addio al palcoscenico per dedicarsi alla vita privata con il marito David e i due figli. Il che è quasi difficile da immaginare, perché il palco, lo show e il contatto con il pubblico sono sempre stati fondamentali e irrinunciabili per il baronetto inglese, ma il concerto a San Siro parla chiaro: questo è un farewell, non un goodbye.

Chi ha visto il biopic “Rocketman” (2019) sa bene che Sir Elton non ha né un passato né un temperamento facili, ma di fronte alla sua esibizione qualsiasi preconcetto crolla inesorabilmente: il rocketman d’Inghilterra ha una presenza scenica ipnotica a cui è impossibile resistere.

Con una puntualità quasi impeccabile e tipicamente inglese, Elton esordisce con “Ciao Milano!”, sorridendo sotto gli occhiali bordeaux. Il frac invece non lascia spazio a equivoci: strass e paillettes bianchi, blu e rossi (color Union Jack) sono un chiaro riferimento – forse un’ammenda – alla Regina, che il baronetto ha osato scontentare. Quel giorno infatti Elton sarebbe dovuto essere al Platinum Party di Buckingham Palace, il grande concerto organizzato al Palazzo reale in occasione del Giubileo di platino della Regina, ma – per nostra fortuna – ha tenuto fede all’impegno milanese, lasciando alla sovrana una performance pre-registrata.

Del resto, la faccia tosta e l’impudenza non gli sono mai mancate. L’importanza di Elton John nel panorama musicale non riguarda infatti solo la produzione artistica, ma anche la portata del personaggio, ovvero il ruolo storico (connesso alla storia del costume e della cultura popolare) di un artista che è stato fonte di ispirazione per milioni di persone nel mondo; persone che, grazie allo spirito ribelle di Elton, hanno trovato il coraggio di esprimersi e di essere sé stesse. In questo senso, è significativo che il concerto fosse proprio agli inizi del mese dedicato al Pride in Italia.

Mani sui tasti del pianoforte a coda e via, pronto a suonare senza fermarsi praticamente mai, se non per aizzare l’entusiasmo del pubblico al termine di ogni brano o per cambiarsi d’abito. I ventiquattro brani eseguiti sono quasi tutti titoli di grandi hit che hanno fatto la storia del pop rock – o che hanno fatto la storia e basta, come Your Song o Candle in the Wind.  Il virtuosismo pianistico innato e geniale, la voce tenorile dal timbro perfetto nonostante i 75 anni di età e il piglio accattivante che caratterizza il repertorio stregano la folla di San Siro.

Il momento più bello e commovente arriva però sul finale. Sulle ultime note di Goodbye Yellow Brick Road, Elton sale su un ascensore che lo solleva di diversi metri per poi farlo sparire nel buio del dietro le quinte; ricompare poco dopo in forma digitale sui maxischermi, mentre si allontana di spalle su una strada luminosa e circondata da alberi e fiori. Tripudio di folla, emozione e qualche lacrima suggellano l’ultima apparizione italiana di Sir Elton John.

Farewell, Rocketman. E grazie di tutto.

Cultura
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lunedì 5 Dicembre 2022