Si salvi chi PROG – I Genesis contro l’Inghilterra

Ebbene sì: siamo già al sesto appuntamento di “Si salvi chi PROG”. E siamo ancora tutti vivi, pare.

Da un po’ di tempo si parla della reunion di uno dei più grandi gruppi progressive rock che la storia della musica abbia mai conosciuto: i Genesis. Una notizia che ha soddisfatto i fan solo in parte, perché i Genesis non sono al completo. Anzi, manca proprio la colonna portante degli anni migliori della band, ossia Peter Gabriel, insieme all’altrettanto fondamentale Steve Hackett. Dunque, a tornare sul palcoscenico sono solamente Phil Collins, Tony Banks e Mike Rutherford.

L’assenza di Gabriel è imperdonabile, dal momento che i dischi più belli del gruppo sono usciti (potremmo dire esclusivamente) in sua presenza. Dopo il suo addio, niente è stato più lo stesso per i Genesis – cosa che ricorda abbastanza da vicino l’addio di Roger Waters ai Pink Floyd.

A proposito dei dischi più belli dell’era di Peter, comunque, c’è un titolo che non può mancare in una collezione di vinili, ovvero Selling England by the Pound, il quinto album del gruppo britannico uscito nel 1973.

Il titolo allude alla svendita del Paese a favore di interessi economici e finanziari, e riprende un’espressione utilizzata in un manifesto del Partito Laburista. Sebbene non esplicitamente politicizzato, il disco ruota attorno al tema dell’ipocrisia, dell’avidità e della miseria.

Il background culturale dell’album spazia dal folklore britannico (Dancing with the Moonlit Knight) alla letteratura (il Romeo and Juliet shakespeariano, ma anche l’indovino Tiresia dell’antica Grecia). Non mancano poi riferimenti alla cronaca contemporanea: in The Battle of Epping Forest Peter Gabriel immagina uno scontro tra gangster della periferia londinese (vagamente in stile “Peaky Blinders”) e un sacerdote corrotto dal sesso e dal denaro.

Dal punto di vista musicale, tutti e sette i brani contengono numerose variazioni medievaleggianti, barocche, acustiche e sinfoniche. Ogni intervento strumentale sembra voler dilatare i brani, fino a costruire altri tre o quattro pezzi indipendenti. Di questa ricchezza, l’esempio migliore è probabilmente Firth of Fifth, ma in quanto a classe ed eleganza ci sarebbe l’imbarazzo della scelta.

L’altissima qualità compositiva ed esecutiva viene mantenuta costante e tutti i musicisti si esprimono con equilibrio e gusto impareggiabile. Curiosa la prova vocale di Collins in More Fool Me, che del resto annuncia gli sviluppi futuri dopo l’abbandono di Gabriel. Ma, per fortuna, questa è un’altra storia.

Selling England by the Pound: i (veri) Genesis al loro meglio.

Cultura
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martedì 7 Dicembre 2021