Recensione allo spettacolo “La vita ha un dente d’oro”

di Claudio Morganti

Il titolo si ispira ad un detto bulgaro, il quale fa riferimento all’artificio che è sempre presente nel vero. In tal senso, l’intero breve spettacolo, giocato su una scena disadorna, frequentata unicamente da due personaggi seduti ad un tavolo, sembra ispirarsi a questo, mostrando, nei suoi fitti dialoghi surreali, l’essenza dell’attività attoriale. Infatti il teatro è artificio che illustra i meccanismi reali della vita, così come la vita è realtà, che si dispiega nel quotidiano mediante espedienti.

Insomma, la vita ed il teatro sono inestricabilmente connessi e su tutto, come sembra suggerire il finale, aleggia la morte.

 

art

 

Al di là però dell’interpretazione del pezzo, che non è proprio palese, lo spettacolo è godibilissimo e, passando velocemente dal comico al riflessivo, fino al drammatico, esalta l’abilità dei due attori Francesco Pennacchia e Gianluca Stetur, affiatati ed ispirati.

In conclusione si può dire che si tratta di uno spettacolo interessante, per un pubblico esperto, che ama farsi interrogare e che è contento di affrontare sentieri nuovi, a tratti un poco oscuri.

 

 

Cultura
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • A chi non è mai capitato di entrare in una libreria ed essere attratto da un libro senza capire ...
  • #LaSfida di UnderTrenta è aperta a tutti: autori e lettori. Leggi l'articolo e inviaci la tua ri ...
  • Ci sono tre tipi di persone. Quelli di sopra. Quelli di sotto. Quelli che cadono. Nel Hoyo “la ...
  • Un venerdì bolognese, una canzone di Francesco Guccini, una riflessione sulla fiducia. "Con che ...
  • Alla scoperta di una realtà sportiva trentina che dedica grande attenzione al mondo dei giovani. ...
  • “Ci vogliono possibilità, coraggio, determinazione e anche un pizzico di lucida follia per rei ...

martedì 14 Luglio 2020