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Raggi di luna sull’Eurovision Song Contest

Sabato 22 maggio 2021 si è svolta presso la Rotterdam Ahoy nei Paesi Bassi la finale della 65esima edizione dell’Eurovision Song Contest. A trionfare dopo 31 anni, per la terza volta dall’inizio della manifestazione, è stata l’Italia con la canzone “Zitti e buoni” dei Måneskin, gruppo rock composto da quattro ragazzi romani appena ventenni. Prima di loro ci erano riusciti solo Gigliola Cinquetti con “Non ho l’età” nel 1964 e Toto Cutugno con “Insieme: 1992” nel 1990.

Ma come è nato l’ESC? Interessante è scoprire che il contest prese forma da un’idea del drammaturgo e giornalista italiano Sergio Pugliese su modello del Festival di Sanremo.

Negli anni Cinquanta, a ridosso della guerra, mentre i Paesi europei erano intenti a cercare un nuovo equilibrio e la televisione muoveva i primi passi, venne fondata l’Unione Europea di Radiodiffusione, con lo scopo di coinvolgere e riunire le varie nazioni. Pugliese propose il suo progetto all’allora direttore della UER, Marcel Bezençon, che lo accolse positivamente: il 24 maggio 1956 presso il Kursaal di Lugano prese così il via la prima edizione dell’Eurovision Song Contest. I Paesi aderenti furono Italia, Paesi Bassi, Svizzera, Belgio, Germania Ovest, Francia e Lussemburgo. Ognuno di loro si presentò con due canzoni a testa e la vittoria andò ai padroni di casa per “Refrain” di Lys Assia.

In seguito si decise che la manifestazione fosse ospitata a rotazione dai diversi Paesi partecipanti. La seconda edizione si svolse quindi nella Germania Federale, dove debuttarono Austria, Danimarca e Regno Unito. Le canzoni per nazione passarono da due a una, ma con la possibilità di eseguire duetti.

Menzione speciale spetta a Domenico Modugno che nel 1958 si piazzò terzo con “Nel blu dipinto di blu”. Non vinse ma mise a segno una delle più emblematiche esibizioni italiane all’ESC ed esportò il suo “tormentone” in tutta Europa.

L’edizione 1969, poi, non sarà mai scordata per due ragioni: lo scandalo dei quattro vincitori a pari merito – Spagna, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito – e la mancata partecipazione dell’Austria per motivi politici – si rifiutò di mettere piede nella Spagna fascista di Francisco Franco.

Gli anni seguenti videro la vittoria degli ABBA con “Waterloo” e l’introduzione di nuove regole: evitare le vittorie ex aequo, il numero massimo di sei esecutori in scena e una rosa più ampia di lingue da poter adottare.

Dopo la vittoria di Cutugno, l’edizione 1991 fu ospitata per la prima volta nella nostra penisola, a Cinecittà a Roma. Nel 1997 a seguito di una polemica su un presunto sabotaggio ad opera della RAI, l’Italia abbandonerà l’ESC fino al 2011, quando farà il suo ritorno con “Madness of love” di Raphael Gualazzi.

La pandemia segnerà il primo stop anche per l’Eurovision Song Contest, che si è visto costretto a posticipare l’evento al 2021. Questa volta, possiamo dire che per noi sia stata una fortuna!

Cultura
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