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“Non si può trovare fuori quello che manca dentro”

Scoprirsi ‘vuoti’ da grandi è un bel problema. L’attesa e il tempo sono infatti grandi alleati di dolori ed emozioni lasciate (troppo) a lungo dentro di sé. La vera rivoluzione, sta nel riuscire a raccontare ai più piccoli, coi giusti mezzi ed un linguaggio appropriato ciò che non si vede, crescendoli nella consapevolezza che, scoprirsi ‘pesanti’ è in realtà un
sentimento profondamente umano.
Nello straordinario libro “Il buco”, dedicato a bimbi dai 3 anni in su, l’autrice spagnola Anna Llenas narra la storia di Giulia, che in pancia ha un buco che non le piace per niente e che inevitabilmente sente di dover tentare di colmare, provandoci con ogni mezzo.
Così, la piccola inizia un viaggio fatto di tentativi e, tappo dopo tappo, scopre che non esiste al mondo nulla di materiale in grado di colmare un buco così profondo, un vuoto che proviene da dentro. Come tornare a vedere i colori, a sentire i profumi ma soprattutto come gestire ciò che non possiamo vedere o toccare ma che sconquassa al punto da rendere la vita terribilmente “grigia”? Prendendo consapevolezza e imparando a guardarsi dentro, mestiere assai complesso.
Dopo molti tentativi, la bambina cade a terra, perdendo i sensi. Raggiungendo l’apice della propria disperazione, trova finalmente la forza per reagire (ma non riveliamo come!). “La vita è piena di incontri. Ma anche di perdite”, si legge sul volume della Llenas. Alcune sono perdite insignificanti, “come quando si perde una matita o un foglietto”. Altre invece così grandi da scavare una voragine nelle nostre pance, ma soprattutto nel cuore.
Quello di Giulia è un racconto che in qualche modo dà speranza anche ai più grandi, a quegli adulti che ancora non hanno avuto il coraggio di guardarsi dentro e che per una vita intera hanno tentato goffamente di tappare buchi, fallendo. “Questa storia ci parla della nostra capacità di resistere e di superare le avversità, di trovare il senso nella vita”, nonostante il dolore e le difficoltà. Consapevolezza che, se stretta a sé fin da piccini diviene prezioso insegnamento che permetterà in futuro d’imparare a guardare, con coraggio (e senza più timore), i propri ‘buchi’, trasformando le ferite in fessure attraverso cui guardare il mondo.
Cultura
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lunedì 26 Febbraio 2024