Mi presti la tua faccia?

Uno dei compiti più complessi per un autore è la creazione dei personaggi che animeranno le storie che si accinge a scrivere. Che questo atto sia frutto di pura e sola invenzione non può crederlo nessuno, perché il più delle volte i soggetti sono tratti in parte dalle conoscenze personali. Tuttavia l’affermazione del genere autofiction ha sviluppato un tale apprezzamento per il vero, da indurre diversi scrittori a servirsi sfrontatamente delle persone reali, con nomi, cognomi e caratteristiche fisiche.

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Vorrei riportare due casi che hanno generato nei diretti interessati reazioni opposte.
Spifferi della scrittrice Letizia Muratori è stato definito da Giovanni Solimine uno dei quattro libri più importanti usciti in Italia nel 2018. Il racconto Alla deriva in Antartide è stato costruito intorno al personaggio di Pietro un originale e divertente ossessivo compulsivo. Conoscendo personalmente il modello cui la scrittrice si è ispirata ho potuto apprezzare fino in fondo l’ironia con cui sono state rese le reali paranoie del nostro comune amico. Con le lacrime agli occhi per le risate non ho potuto evitare di chiedermi come l’avrebbe presa. Forse anche a causa dell’affetto che s’intravede nonostante lo spietato sarcasmo, la reazione è stata di orgogliosa soddisfazione: qualcosa di simile a ciò che avranno provato Beatrice, Laura, e altre muse ispiratrici. Tutto è bene quel che finisce bene.

Il buon inverno dello scrittore portoghese João Tordo è un fantastico romanzo
psicologico un po’ thriller un po’ horror che ho scoperto per caso incuriosito dalla polemica
sviluppatasi con il suo amico Vincenzo Latronico.
Uno dei protagonisti del libro è la fotocopia dello scrittore italiano con tanto di dettagli
anagrafici e senza nemmeno il beneficio di un cambio di nome. Certo nella storia Vincenzo
ricopre un ruolo non troppo edificante, ma nella sua replica che potete leggere qui mi è sembrato, nonostante l’apparente distacco, piuttosto innervosito. Certo c’è da considerare l’esposizione, per altro inflitta senza alcun preavviso, ma se Vincenzo fosse stato rappresentato come un eroe positivo l’effetto sarebbe stato lo stesso?

Insomma la prossima volta che vi viene in mente di mettere in piazza qualcuno sappiate
che ci possono essere delle conseguenze.
Se avete ancora dei dubbi leggete il famoso pezzo Facciamo un gioco di Emmanuel
Carrere, una lettera erotica alla compagna, pubblicata all’insaputa di lei sul giornale
francese Le Monde. Il pezzo sarà letto dalla donna mentre è in treno e dagli altri
passeggeri, in un gioco volto a conquistare il controllo della mente di tutti coloro che lo
leggeranno. Naturalmente la signora non ha apprezzato.

Cultura
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martedì 7 Luglio 2020