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L’inafferrabile Diabolik, icona del fumetto italiano

Nel 1962 dalla matita delle sorelle Angela e Luciana Giussani nasce una delle icone del fumetto italiano: l’inafferrabile Diabolik. Con i tratti dell’attore Robert Taylor, il personaggio solito farsi beffe delle forze dell’ordine grazie a ingegnosi travestimenti non è una totale novità nel mondo della letteratura, soprattutto francese, dove si possono ritrovare ben due fonti di ispirazione: lo spietato Fantomas e il celeberrimo ladro gentiluomo Lupin. Diabolik sarà poi a sua volta un modello per altri personaggi, anche in assonanza: da Kriminal a Satanik, da Kattivik a Paperinik.

Diabolik non è un’icona solo in quanto personaggio, ma anche per il suo essere precursore del genere del fumetto nero italiano, in particolare in termini di dimensioni: fu letteralmente il primo tascabile. Angela Giussani, infatti, ideò questo formato per venire incontro alle esigenze dei pendolari che le capitava di osservare in treno e metropolitana ogni mattina; pensò dunque a una storia coinvolgente ma di facile lettura e di breve durata, oltre che economica. Il tascabile Diabolik vide così la luce e divenne subito lo standard per gli epigoni, il cui fenomeno esplose a partire dal 1964.

Ma chi è questo personaggio che suscita allo stesso tempo timore e ammirazione per la sua genialità e temerarietà? Un genio del crimine e del travestimento, tattico e stratega, ipnotizzatore e poliglotta, oltre che ottimo pilota e tiratore, con vasta conoscenza di chimica, arte e codice morse, solo per citare alcune discipline. Il suo segno distintivo sono gli occhi di ghiaccio – centrali anche nel logo, ideato da Remo Borselli e mai modificato – da cui rivela spietatezza e crudeltà. Inizialmente ladro spietato e assassino, che deruba senza scrupoli ricche famiglie, banche o altri personaggi arricchitisi in maniera illecita, Diabolik con il tempo acquisisce alcuni valori morali, risultando più umano.

La sua vera identità, come di ogni criminale che si rispetti, è sconosciuta. Si sa solamente – grazie ad alcune informazioni che emergono nel corso degli episodi – che il nome e il costume nero derivano da una pantera che abitava l’isola sulla quale egli è cresciuto – sopravvissuto ad un naufragio – e si è forgiato. Le storie sono ambientate a Clerville, città di fantasia dove è ancora in vigore la pena capitale (a cui Diabolik sfugge magistralmente ogni volta), e non risultano contestualizzate in maniera precisa e riconoscibile. I nomi dei vari personaggi sono italiani, ma affiancati a cognomi stranieri, in modo da non creare nessun caso di omonimia.

Edito senza interruzione dalla sua creazione, Diabolik ha raggiunto i 900 numeri nei primi mesi del 2022 e una tiratura di quasi 150 milioni di copie. Per questi motivi è oggi studiato – nonostante alcune controversie legate alla morale – da esperti di comunicazione e sociologi come fenomeno di costume, le sue prime copie hanno un elevato valore collezionistico e il personaggio è divenuto testimonial di campagne sociali e spot pubblicitari. Tradotto in Europa, America e Africa – e addirittura un’edizione in Esperanto – Diabolik è oggi un fenomeno internazionale, dal quale sono derivate negli anni numerose parodie, oltre che alcune classiche trasposizioni cinematografiche e animate. Nonostante la celebrità, Diabolik rimane inafferrabile.

Cultura
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domenica 26 Giugno 2022