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“La memoria come bussola del futuro”, la testimonianza di Lia Levi all’Agosto degasperiano

“Velare gli errori passati è un metodo antipedagogico, un metodo pericolosissimo per la gioventù che viene su e che non consce questo passato… Per questo abbiamo il dovere, come governo, ma più ancora come società, come intellettuali, come uomini responsabili di cultura, di ricordare”.

Un filo rosso corre tra queste parole di Alcide De Gasperi e l’esperienza di impegno civile di Lia Levi, scrittrice e giornalista ospite dell’Agosto degasperiano 2021 mercoledì prossimo 4 agosto, alle 18 al Teatro parrocchiale di Vigolo Vattaro.

Nata da una famiglia di origini ebraiche, Lia Levi da bambina ha vissuto sulla propria pelle le leggi razziali, scampando alla deportazione solo grazie alla protezione offertale da un convento cattolico romano. Un’esperienza che ha custodito ed elaborato per anni in silenzio, fino a quando non ha capito che raccontare quella pagina tragica che gli italiani avevano scelto presto di dimenticare, non solo avrebbe reso giustizia alle tante vittime senza voce, ma avrebbe anche offerto un servizio importante al Paese.  Lia Levi ha infatti deciso di rendere pubblica la sua storia solo negli anni ’90, quando in Italia si tendeva a ridimensionare il peso delle Leggi razziali che condussero alla Shoah. Perché “un popolo che non ha memoria, non ha nemmeno futuro” e l’odio, il razzismo, la discriminazione non si sconfiggono nascondendoli, ma raccontandoli. Solo quando il ricordo viene elaborato e si fa, appunto, memoria, il passato non evapora e viene trasportato nel presente, “diventa una cosa su cui pensi, ti offre dei valori e un metro per giudicare. Diventa qualcosa di vivo, che ti consente di capire le pulsioni che l’essere umano ha sempre avuto e ti insegna a riconoscerle. Ed è allora che il passato ti insegna a scegliere”.

Una consapevolezza che attraversa la ricchissima produzione letteraria di Lia Levi, a partire dal suo primo grande successo editoriale che ripercorre il periodo buio delle persecuzioni razziali Una bambina e basta, diventato un classico nelle scuole pur non essendo destinato espressamente al pubblico giovanile.

La testimonianza di Lia Levi si riflette nel terzo “sentiero incerto” proposto dall’Agosto degasperiano, dedicato quest’anno ad esplorare strade nuove e possibili per il futuro delle nostre comunità. Per cambiare non serve solo guardare in avanti, ma anche fermarsi a capire chi siamo e chi siamo stati, senza fare sconti al passato. Diceva ancora una volta De Gasperi, proseguendo il discorso citato in apertura: “Guai agli uomini e guai ai partiti che indulgessero a facili perdoni o a facili dimenticanze e non sapessero imprimere nella coscienza popolare il senso della responsabilità. Perché su questo si fonda il progresso”.

Cultura
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domenica 26 Maggio 2024