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“La resistenza delle donne”, intervista a Benedetta Tobagi

Nell’ambito della rassegna estiva “Agosto degasperiano 2023 – Inquietudini”, organizzata dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi si è tenuto l’incontro “La resistenza delle donne” con protagonista la giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica Benedetta Tobagi. Vi proponiamo l’intervista all’ospite realizzata da UnderTrenta e pubblicata anche sulla testata “Il Dolomiti“.

Le donne furono infatti protagoniste della Resistenza: prestando assistenza, combattendo in prima persona e rischiando la vita e Tobagi ridà voce e volto a questa “metà della Storia” a lungo silenziata, facendo ricorso a tutti i suoi talenti di storica, intellettuale civile e scrittrice. Questo tema era dal lei stato affrontato nel libro (e successivamente in un podcast) intitolato appunto “La resistenza delle donne”, finalista al Premio Campiello 2023: un’opera che prima di tutto è un ricco lavoro d’archivio, grazie al quale tornano ad avere un volto le donne di quell’epoca e viene sigillata l’importanza storica di madri, studentesse, lavoratrici e semplici ragazze che hanno portato sulle loro spalle il peso della guerra e hanno lottato per ciò in cui credevano.

Benedetta Tobagi, perché è così importante, oggi, dare voce alle donne della Resistenza?

Non solo oggi, lo era ieri e lo sarà in futuro. Parlare di Resistenza vuol dire riflettere sulla possibilità e la capacità di fare scelte radicali nella propria vita, di aprirsi alle domande del proprio tempo e fare la propria parte, di fronte alle ingiustizie del proprio tempo. Le voci femminili sono particolarmente importanti perché, in un certo senso, furono le sole vere volontarie, visto che su di loro non incombeva l’obbligo di tornare a combattere al fronte, avrebbero potuto restare a casa, aspettare che la tempesta passasse, era anzi quello che ci si aspettava da loro. La loro scelta di lottare è un atto di generosità assoluta, e di radicale rottura con usi e costumi del tempo.

Qual è la storia che per lei è stata più difficile da raccontare?

Le pagine più difficili sono state senza dubbio quelle relative alle torture e agli stupri di cui tantissime donne, partigiane o presunte tali, furono vittima. Storie sprofondate a lungo nel silenzio, spesso per decenni, per i terribili pregiudizi nei confronti delle donne violentate, troppo spesso trattate come se “se la fossero cercata” o non si fossero difese abbastanza: in quei racconti si rintraccia una mentalità che rende la donna due volte vittima, che non si è ancora estinta.

Che cos’è oggi la Resistenza delle donne?

In tanti luoghi nel mondo, le donne sono motore di resistenza e cambiamento, nella lotta contro regimi illiberali e oppressivi. Penso all’Iran, o all’Afghanistan, ma anche a tante coraggiose attiviste per l’ambiente e ai diritti dei nativi in America Latina. Ma immergendoci nelle storie delle nostre partigiane, oltre la retorica “monumentale” della memoria ufficiale, troviamo esempi e modelli preziosi ed emozionanti a cui ispirarci nella vita di ogni giorno. Donne e ragazze comuni, in cui possiamo specchiarci. Anche se non ci troviamo in mezzo a una guerra o sotto una dittatura, ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte nel mondo, ognuno può dare il proprio contributo, in mille modi diversi. Le donne della Resistenza ci mostrano come trovare la propria voce e farla sentire, vivere con autenticità in un contesto che vuole schiacciarti, ha spesso un costo, è faticoso, ma in cambio ti consente di vivere una vita piena di senso. Ed è un insegnamento che vale in qualunque contesto, e credo possa parlare davvero al cuore delle ragazze e dei ragazzi che spesso si sentono confusi e smarriti.

Cultura
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lunedì 4 Marzo 2024