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Into the drugs: tre libri da non perdere

Quello delle droghe è un universo caratterizzato da innumerevoli sfaccettature: un mondo che affascina alcuni, provoca ribrezzo in altri e mette comunque in disaccordo su differenti tematiche come ad esempio, prima tra tutte, la legalizzazione. Quale che sia la propria opinione, vale la pena comunque leggere questi tre libri.

Il primo, certamente un classico, è conosciuto dai più nella sua versione cinematografica: Wir Kinder vom Bahnhof Zoo. Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, del 1978, è il racconto autobiografico della vita di Christiane Vera Felscherinow. Doveva essere una semplice intervista ad una giovane ragazza ma, dopo due mesi di incontri fra Christiane ed i giornalisti Kai Hermann e Horst Rieck, ne nacque un vero e proprio libro. Un’infanzia difficile quella della protagonista, trascorsa fra un trasloco (dalla campagna di Amburgo a Berlino), un padre violento e la separazione dei genitori. A soli dodici anni, poi, l’incontro con hashish ed Lsd, arrivando infine a sviluppare una vera e propria dipendenza da eroina. Quello raccontato da Christiane F. è un viaggio che la porta inesorabilmente verso il fondo: non resta che leggere il romanzo per scoprire la sorte della giovane, segnata non solo dalla droga, ma anche e soprattutto dall’indifferenza della società.

Il secondo è un testo che non racconta gli spaventosi esiti delle dipendenze ma un puntuale momento di dissoluzione. Le porte della percezione di Aldous Huxley nasce dal ricordo dell’autore di un pomeriggio del maggio del 1953, vissuto sotto gli effetti della mescalina, principio attivo del cacto “Lophophora williamsii” (ossia il peyote). Un’esperienza che accende l’immaginazione dell’autore, mostrandogli colori vivificati ed oltremodo sgargianti. Un pomeriggio fatto di visioni che si avvicinano al mistico, conferendo un grado diverso e più elevato di consapevolezza e aprendo così le «porte della percezione». Huxley riflette sull’uso delle sostanze psichedeliche: potrà mai condannare ciò che gli ha favorito un’esperienza mistica? A questo saggio breve, se ne aggiunge poi un secondo: Heaven and Hell (Paradiso e Inferno), complementare al primo ed altrettanto accattivante.

Il terzo (ma non ultimo) libro proposto racconta la storia dell’Lsd (ma non mancano menzioni a psilocibina, ketamina e MDMA), dalla sua scoperta fino ad arrivare ai giorni nostri, esponendo differenti studi scientifici in merito e mostrando i cambiamenti dell’opinione pubblica nel corso del tempo. Seppure apparentemente d’ambito specialistico, “LSD” di Agnese Codignola è un saggio fruibile non soltanto agli esperti ma anche a chi non lo è affatto, caratterizzato da una scrittura fluida e scorrevole, che fa scivolare il lettore da un capitolo all’altro partendo dal famoso aneddoto del ritorno a casa in bicicletta dello svizzero Albert Hofmann, il 16 aprile del 1943, che pedalava sotto gli effetti della «dietilammide-25 (composto da lui stesso sintetizzato) dell’acido lisergico».

Tre libri, ma anche tre stili assai differenti: tutti ottimi spunti per iniziare a crearsi una cultura d’ambito.

Cultura
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venerdì 14 Giugno 2024