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Intervista a Teresa Biasion: autrice e sceneggiatrice del corto “Una fragile chiave di carta”

L’Alzheimer è una malattia degenerativa del cervello che colpisce la memoria, il linguaggio, la percezione del tempo e dello spazio di chi ne è affetto, stravolgendogli completamente la vita.
Al momento non esiste una cura ma con gli strumenti giusti è possibile rallentarne gli effetti.

“Una fragile chiave di carta” (diretto da Emotion Media) è un cortometraggio che mostra i primi sintomi di questo processo degenerativo, che mira a sensibilizzare la società sull’argomento e ricorda a chi deve gestirlo che non è solo. Per saperne di più abbiamo intervistato Teresa Biasion, animatrice della casa di riposo di Castello Tesino, autrice e ideatrice di questo progetto cinematografico.

Teresa, di cosa parla “Una fragile chiave di carta”?

La trama è quella di un uomo di cinquantacinque anni che, pur svolgendo una vita simile a quella di tanti altri suoi coetanei, manifesta i primi sintomi dell’Alzheimer. Sua figlia, allarmata, indaga tra amici e medici per scoprire qualcosa di più su questa malattia e scoprirà che le sue preoccupazioni erano ben fondate. Un medico, poi, spiegherà a lei e a tutta la famiglia come affrontare questa nuova avversità.

Quale messaggio volevi trasmettere attraverso questa storia?

Volevo spiegare ciò che accade alle persone con l’Alzheimer prima di accorgersi della loro malattia. La pellicola narra una storia che accomuna le esperienze di molti soggetti, spesso circondati dai loro cari che, forse per troppo amore, tendono a trascurare i primi sintomi di questo morbo. E invece è importante scoprire se si tratta di Alzheimer o meno il prima possibile, per il bene del paziente.

Questo progetto è incentrato principalmente sulla prima fase dell’Alzheimer. Quali sono i primi sintomi che possiamo notare in un malato?

Alcuni segnali a cui prestare attenzione includono l’assunzione di comportamenti inconsueti: scambiare il giorno per la notte, dimenticare delle informazioni che solitamente si danno per scontate o avere eccessivi sbalzi d’umore. Tutto ciò è associabile anche ad altre circostanze,
ma se accade troppo frequentemente è meglio fare un controllo. Suggerisco di visitare il sito dell’Associazione Alzheimer Trento, che ha collaborato nella realizzazione del film.

Cosa può fare la gente comune per aiutare chi soffre di Alzheimer?

Informarsi su questa forma di demenza è essenziale per riconoscerla e capire come comportarsi quando si incontra una persona che ne è affetta. In questi casi, consiglio di chiedergli come si chiama – per capire se è cosciente – e poi chiamare i soccorsi, affinché riceva la giusta assistenza. Inoltre, è possibile donare il cinque per mille alle associazioni che fanno ricerca su questa patologia.

Ringraziando Teresa Biasion per il suo tempo, ricordiamo a tutti che è possibile guardare la sua proiezione online qui e vi auguriamo una buona visione!

Cultura
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sabato 20 Luglio 2024