Il magico mondo di Alice

«La sua migliore amica ormai era la fantasia, l’immaginazione di vedere e creare posti diversi, di vagabondare con la mente in un altro luogo, spazio o tempo; a volte ci credeva così tanto che gli pareva reale.»*

Con la pubblicazione del suo primo libro Charis. Le fantastiche avventure di Alden Wilson, Alice Presa, in arte Alice Wood, ha dimostrato di avere molto in comune con il suo protagonista. Nata a Trento, classe 1990, Alice è sempre stata un’anima creativa fin da bambina.

Com’è nata la tua passione per la scrittura?

«Devo ammettere che è successo un po’ per caso. La creatività è una componente fondamentale della mia vita, tant’è vero che ho studiato progettazione artistica dell’impresa all’Accademia di Belle Arti di Verona. Scrissi la tesi sulla differenza tra grafica nordica e mediterranea nei fumetti, dopo aver frequentato un anno all’Accademia di Tournai in Belgio, dove sono nati Asterix e Tintin. Il risultato fu una graphic novel. Mi divertii tanto a creare la mia storia, che mi iscrissi a un master di storytelling a Milano. Per il corso di scrittura creativa dovetti produrre un racconto. Il mio professore ne rimase entusiasta e fu così che nacque Alden Wilson. Inviai il testo a poche case editrici che pubblicano principalmente libri per bambini. Il Puntino decise di darmi una possibilità ed eccoci qui. Vado molto fiera della copertina, risultato del lavoro di una mia amica, Linda Girardello. Le proposte dell’editore erano incantevoli, ma non rispecchiavano a pieno quello che volevo. Lei, invece, ha colto l’essenza del libro già al secondo tentativo».

Ci attenderà qualche tua novità in libreria?

«Sì, un fantasy per adulti. Implica una riflessione più profonda. Gioca sulla dicotomia tra fantasia e realtà. La protagonista, Halley, una ragazza tra i 25 e i 30 anni, vede la vita in modo diverso rispetto alle altre persone. Solo alla fine si scoprirà il perché».

Quanto è difficile, per chi aspira a lavorare nel campo della cultura e dell’intrattenimento, trovare impiego in Italia?

«Il campo dell’arte è difficile in tutto il mondo. Basti pensare che J. K. Rowling ha dovuto aspettare due anni per la pubblicazione del primo Harry Potter e quando finalmente ha trovato un editore, questo le disse chiaramente che di libri non si vive. Lei poi ha avuto successo e l’ha smentito, però capita a pochi. Anche io ho un altro lavoro, tuttavia penso che sia sempre un bene coltivare le proprie passioni. Non vale solo per le menti creative: hobby e interessi facilitano la vita a tutti. Lavoro durante la settimana, ma poi arriva il weekend e so di poter viaggiare con l’immaginazione».

Hai nuovi progetti in questo momento?

«Pensando a mia nonna e a come l’Alzheimer l’abbia fatta soffrire, ho scritto un cortometraggio che poi ho anche diretto. Le idee migliori vengono da se stessi: è un cliché ma è anche la verità. Con la collaborazione del Centro Alzheimer di Trento ho terminato la sua realizzazione a Natale 2020 e adesso verrà distribuito sulle pagine social dell’ente. Sto anche lavorando a un nuovo libro, un giallo. Mi piace spaziare tra i generi, perché li amo tutti. L’importante è non perdere mai di vista la “magia, un sogno così potente da realizzarsi, un desiderio tanto amato da esser vero, un pensiero tanto voluto da prender vita”*».

*tratto da Le fantastiche avventure di Alden Wilson: Charis, Alice Wood, Il Puntino Editore, 2019

Cultura
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giovedì 25 Febbraio 2021