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Gabriele e il suo luogo magico: il teatro

Gabriele Lentino è un giovane attore di 29 anni che ha dedicato la propria vita al teatro. La sua passione risale già alla scuola materna: desiderava immergersi nei panni degli altri per avere opportunità di “vivere” vite diverse dalla propria. Da allora ha studiato in diverse scuole, tra cui EstroTeatro a Trento e Percorsi d’Attore di Giulio Scarpati a Roma, dove si è diplomato nel 2018.
Attualmente è insegnante presso EstroTeatro e dirige la scuola insieme a Mirko Corradini e Andrea Visibelli.

Da attore a insegnante di teatro. Quando e come hai intrapreso questo percorso?

Ho scoperto la bellezza dell’insegnare il teatro ai bambini, un pubblico intransigente e sincero che mi ha fatto capire quanto fosse importante avere un messaggio da trasmettere.

Il teatro è un modo di mostrare la realtà in modo crudo e autentico, ma allo stesso tempo è magico e misterioso, in grado di toccare le corde più profonde dell’animo umano.

Quanta vita c’è sul palcoscenico? Cosa provi quando reciti?  

Il palcoscenico, il teatro in generale, è una dimensione a sé stante, un mondo parallelo dove l’anima si libera e si esprime senza filtri né limiti. È un luogo magico che, se ti conquista, non ti lascia più andare. Seduti in platea, con lo sguardo perso nel vuoto, si percepisce un’energia straordinaria, una sensazione di appartenenza a qualcosa di unico e prezioso.

Per un attore, sia sul palco che sul set cinematografico, non c’è nulla di più appagante che indossare i panni di un altro, immergersi in un personaggio che può essere molto lontano da sé stesso e lasciare un’emozione, un ricordo, una riflessione a chi lo guarda. Ecco perché la gioia di regalare qualcosa al pubblico è una sensazione indescrivibile, una sorta di beatitudine che ci spinge a ricercare sempre nuovi stimoli e sfide per esprimerci al meglio”.

Chi lavora in questo mondo cosa deve fare per farsi strada e farsi notare?

Cinema e teatro sono due sentieri che si dividono. È essenziale avere una visione chiara del proprio obiettivo o del proprio sogno e mantenere la costanza. La sperimentazione è fondamentale: è provare e riprovare fino a quando non si raggiunge l’eccellenza. Quando arriva l’opportunità, perché prima o poi arriva, è necessario cogliere l’attimo e afferrarla con entrambe le mani, ma sempre con i piedi ben piantati per terra.

Quale personaggio che hai interpretato ti è rimasto più impresso?

Ho interpretato molti personaggi, ma il ruolo che mi ha colpito di più è stato quello in Gocciolino, uno spettacolo per bambini che tratta argomenti importanti come lo spreco dell’acqua, l’inquinamento e la raccolta differenziata. Quello della sostenibilità è un tema che ho particolarmente a cuore.

Cosa vorresti dire a chi vorrebbe avvicinarsi al teatro? 

Fallo. Il teatro è una forma d’arte che ti dà la possibilità di esplorare il mondo e te stesso in modi sorprendenti.

Gabriele ci saluta sorridendo con una citazione di Shakespeare: “Il mondo intero è un palcoscenico e tutti gli uomini e le donne sono meri attori”. E aggiungendo “Penso che queste parole rappresentino, in qualche modo, un grande invito a vivere la vita al massimo, senza paura di esprimere noi stessi e di esplorare il nostro potenziale. Vi aspetto a teatro”.

Cultura
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giovedì 20 Giugno 2024