Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Emozione, condivisione e Iron Maiden

Sono finito a un concerto degli Iron Maiden per amicizia. Dopo anni di inviti di un amico a giugno sono partito alla volta del Rock in Idro (Bologna) − Festival di fama nazionale giunto alla sesta edizione.

A fare da headliner alla seconda giornata della rassegna c’era la seminale band inglese capitanata dal carismatico Bruce Dickinson e retta dalle poderose note di Steve Harris, fondatore e autore della maggior parte dei pezzi del gruppo.

Nell’area concerti era viva una contagiosa aria di festa ed emozione. Il pomeriggio è passato tra una band di supporto e l’altra e già nel tardo pomeriggio ho cominciato a notare in modo chiaro diversi gruppi di fan identificabili per età, estetica e presenza scenica.

Davanti al palco, ammassati come sardine i più giovani, intenti a “respirare” e godersi ogni minuto dello show il più vicino possibile ai loro idoli, con la speranza di raccogliere qualche souvenir come plettri o bacchette. Durante l’esibizione sbraitano tutti i pezzi quasi a memoria e coprono quasi ogni nota. Tra questi “irriducibili da festival” anche i miei compagni di concerto che ho abbandonato dopo qualche ora per il caldo asfissiante e la calca che ormai stava per stritolarmi.
Tra i venti e i trenta metri dal palco si schierano invece i fan sempre presenti, ma che ancora non ne hanno abbastanza. Sono la parte del pubblico più oltranzista e passano il tempo commentando la condizione psico-fisica dei musicisti, la qualità della scaletta e confrontando il live con altri cui hanno assistito. Ogni tanto si lasciano andare a qualche incitamento, ma sostanzialmente appaiono stanchi, disillusi, a tratti annoiati.
Dove gli spazi si fanno più vivibili, ma la visibilità inizia a scarseggiare non mancano gli appassionati diventati grandi che hanno portato tutta la famiglia, opportunamente addobbata con t-shirt metal, al loro evento dell’anno − ho chiacchierato con alcuni di questi padri e madri: infuocati mentre parlano della loro band metal preferita e, altrettanto teneri e premurosi, quando il loro bimbo lì vicino scivola e inizia a piangere o corre a destra e a manca rischiando di perdersi nella folla.
Infine, nella periferia dell’area concerti si sdraia letteralmente a terra quel grande popolo di metallari e qualunquisti musicali che sono lì più per passare qualche ora di relax. Qualcuno dimostra anche un certo affetto per il metal e si alza a sorpresa quando i sei inglesi attaccano i pezzi più famosi del loro repertorio.

Tirando le somme si è concretizzato quel grande fenomeno collettivo di condivisione di una passione. Che qualcuno tenta di evocare citando Woodstock o il Live Aid, ma alcune esperienze vanno semplicemente provate. Io non ci credevo, ma ora so che tutto il resto è noia.

Cultura
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

lunedì 24 Giugno 2024