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Bentornato Presidente: quando la realtà supera la finzione

Bentornato Presidente è una commedia del 2019 regia di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, sequel di Benvenuto Presidente! Di Riccardo Milani del 2013.

In entrambi il protagonista è Giuseppe “Peppino” Garibaldi (Claudio Bisio) un onesto cittadino appassionato di pesca che vive in un paesino montano del Nord Italia.

Se nella prima pellicola veniva eletto per errore Presidente della Repubblica, salvo poi dimettersi dopo soli sette mesi con un discorso in Parlamento degno dei migliori statisti, nella seconda lo rincontriamo dopo otto anni, sposato con una figlia e completamente disinteressato alla campagna elettorale in corso.

Di tutt’altro avviso la moglie Janis Clementi – conosciuta al Quirinale durante la sua prima avventura dove aveva il volto di Kasia Smutniak, qui sostituita da Sarah Felberbaum – che inizia a sentirsi stretta nella “palla di vetro con la neve” in cui l’ha relegata il marito. Decide quindi di lasciare Peppino e di tornare al Quirinale per svolgere un’indagine segreta su un gruppo di speculatori che scommette sul fallimento dello Stato italiano e per gestire l’ennesima crisi di governo post elezioni, il cui esito ricalca quello del marzo 2018.

I due partiti di maggioranza che dovranno trovare un accordo per governare sono il Movimento Candidi (Movimento 5 Stelle) con un giovane on. Danilo Stella (Luigi Di Maio) – facce pulite e discontinuità con il passato – e Precedenza Italia (Lega Nord) guidati dall’on. Teodoro Guerriero (Matteo Salvini) – rabbia e retorica dello straniero -. Le strategie marketing di entrambi sono pronte e ben avviate – “La vera campagna elettorale inizia ora”, afferma una collaboratrice – sempre che riescano a trovare un fantoccio da manovrare a cui dare l’incarico di Presidente del Consiglio. All’opposizione l’on. Vincenzo Maceria (Matteo Renzi) di Sovranità Democratica (Partito Democratico) – superbia e tensioni interne.

A questo punto rientra in scena il protagonista che accetta di essere il nuovo Capo del Governo, così da poter avere continui rapporti con il Colle. Tra una riforma inutile e l’altra perché “mancano risorse”, Peppino si rende presto conto che l’unico modo per riconquistare la donna che ama è salvare l’Italia, prima di tutto da se stessa e poi dal famoso gruppo di speculatori che scommette sullo spread.

Dopo una serie di trovate che lo porteranno all’impopolarità, tanto tra gli alleati quanto tra i cittadini, il Parlamento si riunisce per votare la sfiducia. Sappiamo com’è andata nella realtà – Lega Nord ha fatto cadere il primo governo Conte – ma non vi svelerò il finale nella finzione.

Vi lascerò invece a riflettere su una delle battute più riuscite del film: “Garibaldi”, esordisce il Presidente della Repubblica, “sa qual è la qualità principale che deve possedere un buon premier? Lavorare per non essere rieletto”.

Cultura
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martedì 29 Novembre 2022